Kenya, al-Shabab rivendica responsabilità attacco a bus

Nairobi (Kenya), 22 nov. (LaPresse/AP) - I ribelli di al-Shabab, provenienti dalla Somalia, hanno rivendicato la responsabilità dell'attacco avvenuto all'alba contro un bus in Kenya, nel quale sono stati uccisi 28 passeggeri non musulmani. Il gruppo ha affermato di aver compiuto l'assalto attraverso la sua stazione radio in Somalia, spiegando che si tratta di una vendetta per i raid condotti dalle forze di sicurezza di Nairobi questa settimana in quattro moschee sulla costa del Kenya. Nell'attacco al bus sono stati uccisi 19 uomini e nove donne, secondo quanto ha riferito il capo della polizia del Kenya, David Kimaiyo. Il veicolo stava viaggiando verso Nairobi con 60 passeggeri a bordo quando è stato sequestrato a circa 50 chilometri dalla città di Mandera, vicino al confine tra Kenya e Somalia.

Due poliziotti hanno riferito che i militanti hanno chiesto al bus di fermarsi, senza ottenere risultati. Gli uomini armati hanno quindi aperto il fuoco, e dato che i proiettili non bastavano hanno anche lanciato una granata a razzo. Gli assalitori hanno portato il bus fuori strada e hanno ordinato a tutti i passeggeri di scendere. Poi hanno separato quelli che sembravano non musulmani dal resto, e hanno sparato contro di loro a distanza ravvicinata. Alcune vittime erano dipendenti pubblici che si stavano recando a Nairobi per le vacanze di Natale, hanno aggiunto i poliziotti, che hanno parlato a condizione di anonimato.

Gli agenti hanno aggiunto che la carenza di personale e la mancanza di equipaggiamento hanno causato una risposta lenta della polizia quando è stata ricevuta l'informazione. Gli aggressori hanno armi più sofisticate, hanno spiegato, quindi la polizia ha aspettato i rinforzi dell'esercito prima di rispondere. In Kenya le autorità hanno chiuso quattro moschee sulla costa questa settimana, dopo che la polizia ha riferito di aver trovato esplosivi e una pistola quando le hanno perquisite. Alcuni musulmani pensano che la polizia abbia piazzato le armi per giustificare la chiusura dei luoghi di culto, aveva spiegato ieri Kheled Khalifa, funzionario per i diritti umani, avvisando che i metodi che vengono usati dal governo per affrontare gli estremisti avrebbe aumentato il sostegno per i radicali.

Una persona è rimasta uccisa lunedì durante il raid in due delle moschee. La polizia ha riferito di aver ucciso un giovane che cercava di lanciare una granata contro le forze dell'ordine. Il governo precedentemente aveva sostenuto che le quattro moschee fossero centri di reclutamento per al-Shabab.

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