Jeff Sessions: l'alleato di Trump temuto dai difensori per i diritti civili
Un passato oltranzista per il nuovo ministro alla Giustizia Usa

Jeff Sessions è stato confermato dal Senato come Attorney general degli Stati Uniti (colui che guida il dipartimento della Giustizia) nell'amministrazione del presidente Donald Trump. La sua nomina ha spaccato il Senato, con i democratici duramente contrari alla sua conferma. Sessions, 69 anni, ex procuratore generale dell'Alabama e procuratore federale, è noto per le sue posizioni oltranziste. Politico lo ha definito "tra i più conservatori al Congresso, con dure posizioni sulle questioni dell'immigrazione e sulle politiche fiscali, ma generalmente benvoluto tra i suoi colleghi del partito repubblicano". In campagna elettorale, è stato il primo senatore ad appoggiare la candidatura presidenziale di Trump e da allora è stato uno dei suoi più stretti alleati.


Varie sue dure affermazioni in materia di immigrazione si sono molto avvicinate a quelle di Trump. Sessions si è opposto a ogni possibilità di cittadinanza per gli immigrati senza documenti e si è espresso più volte a favore della costruzione di un muro al confine con il Messico. Veterano dell'esercito, Sessions ha ricoperto ruoli di alto nella Commissione servizi armati del Senato e come presidente della Sottocommissione forze strategiche. 


Nel 1986, è stato il secondo nominato in cinquant'anni a vedersi negata la conferma a giudice federale, a causa dell'accusa che avesse pronunciato commenti razzisti. Tra questi, secondo una testimonianza in quello stesso anno avrebbe apostrofato un giudice afro-americano con l'espressione a sfondo razzista "boy" (ragazzo), accusa che Sessions smentì. All'udienza in proposito disse di non essere razzista, ma che gruppi come l'Associazione nazionale per il progresso delle persone di colore e l'Unione per le libertà civili americane potrebbero essere ritenute "antiamericani". I media americani ricordano anche che definì un "traditore della razza" un bianco che lavorava per degli afroamericani e disse che il suo unico problema con il Ku Klux Klan era l'uso di droga da parte dei membri.

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