Jalil a Bengasi: La Libia è libera, sharia sarà base nuovo ordinamento

Tripoli (Libia), 23 ott. (LaPresse/AP) - Migliaia di persone hanno partecipato a Bengasi alla cerimonia per la proclamazione della liberazione della Libia. Il Consiglio nazionale di transizione ha dichiarato il Paese libero dopo otto mesi di guerra civile. Presente il presidente del Cnt, Mustafa Abdul-Jalil. La sharia islamica sarà la "fonte basilare" di tutte le leggi in Libia, ha promesso. Jalil ha detto che tutte le leggi esistenti che contraddicono gli insegnamenti dell'islam verranno annullate.

Le dichiarazioni del leader del Cnt segnano un inizio della Libia post Gheddafi all'insegna dell'islamismo. Jalil, fra l'altro, ha annunciato che verranno istituite nuove banche per seguire il sistema bancario islamico, che vieta di caricare interessi. "Questa rivoluzione è stata assistita da Dio per ottenere la vittoria", ha detto Jalil alla folla. Il leader del Cnt ha poi annunciato che tutti i militari e i civili che hanno partecipato alla lotta contro Muammar Gheddafi saranno promossi al rango superiore a quello che ricoprono adesso.

Continuano intanto gli interrogativi a proposito della morte di Gheddafi, del figlio Mutassim e dell'ex ministro della Difesa Abu Bakr Younis, i cui corpi sono stati esposti in una cella frigorifera a Misurata. Il segretario alla Difesa del Regno Unito, Philip Hammond, ha detto oggi in un'intervista alla Bbc che l'immagine del Cnt "è stata un po' macchiata" dalla morte di Gheddafi e che il nuovo governo libico dovrà "andare fino in fondo alla questione in modo migliorare la sua reputazione". In tanti hanno chiesto l'apertura di un'indagine. Dopo la vedova del raìs Safiya, anche diversi rappresentanti politici e Human Rights Watch si sono espressi in tal senso. Secondo il gruppo newyorkese per i diritti umani, a giudicare da immagini e video, potrebbe essersi trattato di vere e proprie esecuzioni. "Scoprire come sono morti importa perché farà capire se la nuova Libia verrà regolata dalla legge o da violenza sommaria", ha spiegato Sarah Leah Whitson di Human Rights Watch.

"Non mi opporrei a un'inchiesta sulla morte di Gheddafi, ma non c'è motivo di dubitare della credibilità di un report ufficiale, che dice che l'ex leader libico è morto in uno scontro a fuoco", ha detto il premier del Cnt Mahmoud Jibril dalla Giordania, dove si trova per un forum economico internazionale.

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