Israele verso prima confisca di terre palestinesi con nuova legge
La norma era stata approvata lo scorso 6 febbraio

 La procura di Stato israeliana ha chiesto per la prima volta alla Corte suprema di non distruggere gli edifici in una colonia in Cisgiordania su terre private palestinesi, a seguito dell'approvazione della legge che regolarizza gli insediamenti. Lo ha fatto sapere l'ong israeliana Yesh Din. Si tratta della prima volta che questa legge viene utilizzata, dopo essere stata approvata lo scorso 6 febbraio e condannata dall'Ue, dalle Nazioni unite e da vari Paesi, per regolarizzare anche in via retroattiva gli insediamenti ebraici su terreni di proprietà privata palestinese. 

 La richiesta riguarda sette strutture e strade costruite nella colonia di Adei Ad, nel nord della Cisgiordania, su proprietà privata palestinese. Con la nuova legge, possono essere confiscate in cambio di un indennizzo. I proprietari delle terre hanno chiesto lo smantellamento delle costruzioni. Adei Ad è stata fondata nel 1998 vicino alla colonia di Shvut Rachel ed è composta da 65 strutture, delle quali cinque su terreni privati e il resto su terre che Israele considera "dello Stato".

In un comunicato, Yesh Din ha affermato che "tutto l'insediamento di Adei Ad è stato costruito illegalmente e, dalla sua realizzazione, i residenti palestinesi della zona hanno subito continue vessazioni ed esclusione dalla loro terra". Ha inoltre criticato il fatto che le cosiddette "terre statali" siano attribuite soltanto ai coloni. Per Israele, alcune colonie sono illegali o irregolari, poiché create senza autorizzazione delle autorità, mentre la comunità internazionale considera tutti gli insediamenti nei territori palestinesi occupati contrari alla legge e ostacolo alla pace nella regione.

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