Israele: Stop a razzi o attacco di terra a Gaza. Bilancio dei raid: 53 morti in 2 giorni

Gerusalemme, 9 lug. (LaPresse/AP) - Israele alza i toni in una crisi in Medioriente sempre più ad alta tensione. E arrivano gli avvertimenti. Un'offensiva di terra su Gaza "potrebbe verificarsi abbastanza presto". Lo ha annunciato alla Cnn il presidente israeliano Shimon Peres, aggiungendo che se i razzi da Gaza si fermeranno stanotte "non ci sarà alcun'offensiva di terra". Cnn lo riporta sul suo profilo Twitter.

Intanto sono almeno 22 le persone uccise nella Striscia di Gaza oggi, nel secondo giorno dell'offensiva lanciata da Israele, facendo così salire il bilancio totale dei due giorni a53 morti. Da quando l'operazione Bordo di protezione è iniziata ieri mattina via aerea e via mare, Israele ha colpito più di 400 luoghi a Gaza, in quella che definisce la risposta ai lanci di razzi da parte dei militanti palestinesi. Tra le ultime vittime ci sono anche una donna di 80 anni e, secondo i media palestinesi, almeno un bambino. I feriti, secondo le stesse fonti, sono 300. Tra i razzi lanciati contro Israele, uno ha raggiunto la città di Hadera per la prima volta, a cento chilometri da Gaza.

DA GAZA 7 RAZZI SU ISRAELE, NO VITTIME- L'esercito israeliano fa sapere di avere ucciso un militante del Movimento per il jihad islamico, che aveva lanciato razzi contro Israele. In un altro, fa sapere il gruppo militante, un suo componenete è stato ucciso con la madre e quattro fratelli. Secondo la fonte palestinese si trattava invece di soli civili.

Almeno sette razzi sono stati sparati oggi dalla Striscia di Gaza contro Israele e il sistema di difesa anti missile israeliano ne ha intercettati almeno tre. Lo fa sapere l'esercito israeliano. Non ci sono state vittime. Questa mattina le sirene hanno suonato a Tel Aviv e nel sud dello Stato, per la minaccia di razzi, e le forze armate hanno riferito che sembra due missili siano stati intercettati e distrutti in volo. Il colonnello Peter Lerner, portavoce dell'esercito, parlando con i giornalisti ha detto che l'obiettivo è far pagare "un pesante prezzo" ad Hamas e diminuire in modo significativo le sue possibilità di usare razzi. L'esercito, ha aggiunto, aumenterà gradualmente i suoi attacchi su Gaza. "L'organizzazione pagherà per la sua aggressione. Ci sta letteralmente tenendo in ostaggio con i suoi razzi. Il Paese non vuole che questa situazione prosegua", ha detto ancora.



MINISTRO DIFESA ISRAELE: "OPERAZIONE SI INTENSIFICHERA'". "Stiamo uccidendo terroristi di diverso rango e questa operazione proseguirà e si intensificherà", ha dichiarato il ministro della Difesa di Israele, Moshe Yaalon, durante un incontro al governo. "Da parte nostra, questa non sarà una breve battaglia, continueremo a colpire duramente Hamas e gli altri terroristi", ha proseguito.

COLPITI NELLA NOTTE 130 OBIETTIVI. E l'esercito israeliano fa sapere di avere già intensificato la sua offensiva. Il colonnello Peter Lerner, portavoce delle forze armate dello Stato ebraico, ha precisato che tra la notte e la prima mattina, sono stati colpiti 130 obiettivi, tra cui centri di comando e lanciarazzi di Hamas. Intanto, Israele sta mobilitando le truppe per una possibile invasione di terra.



INTERCETTATI DUE RAZZI DIRETTI A TEL AVIV. Almeno quattro razzi sono stati sparati nella notte dalla Striscia di Gaza, un numero decisamente inferiore a quello della sera precedente. Due - fa sapere l'esercito israeliano, secondo quanto riporta Haaretz - sono stati intercettati dal sistema di difesa israeliano Iron Dome su Tel Aviv, dove sono risuonate le sirene. In tutto, secondo le forze armate israeliane, sono stati 165 i razzi sparati dai palestinesi nelle ultime 24 ore. Ieri le sirene nel centro di Israele hanno suonato per la prima volta dall'operazione Pilastro di difesa del 2012.

MISSILI SPARATI VERSO L'AEROPORTO BEN GURION. Il raggio d'azione di questi razzi si sta allungando. Esplosioni sono state sentite questa mattina nel centro di Israele. I razzi, scrive sapere Haaretz, erano destinati all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.


ABBAS CHIEDE UNA MEDIAZIONE AGLI EGIZIANI. Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha chiesto al presidente egiziano Abdel-Fattah el-Sissi di intervenire. Il leader palestinese, riporta Haaretz, fa sapere di avere parlato con i vertici el gruppo Hamas, che sono interessati a un cessate il fuoco. Secondo un inviato egiziano, colloqui sono già in corso tra le parti.




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