Israele, sparatoria in pub a Tel Aviv: due morti, sette feriti. Ricercato un arabo-israeliano

Torino, 1 gen. (LaPresse) - È un ragazzo di 29 anni, arabo-israeliano, residente nel nord di Israele, l'attentore di Tel Aviv. La polizia israeliana ha avviato una vera caccia all'uomo dopo che il killer ha aperto il fuoco nel pub Hasimta, nella centrale via Dizengoff, uccidendo due persone e ferendone almeno sette (di cui due restano in gravi condizioni all'ospedale). Le forze di sicurezza si trovano ora nella casa della famiglia dell'uomo, nella regione di Wadi Ara, per acquisire ulteriori informazioni, dopo che il sospetto è stato riconosciuto dal padre graziealle immagini delle telecamere di videosorveglianza trasmesse dalle televisioni israeliane. Il killer è stato filmato da alcune telecamere a volto scoperto.

Alcuni media hanno ipotizzato che l'uomo possa aver agito spinto dalla vendetta dopo la morte di un cugino, dieci anni fa, durante scontri con la polizia. Questo, potrebbe aver innescato in lui un processo di radicalizzazione, supportato dal fatto che gli inquirenti hanno trovato un Corano all'interno della borsa che il sospetto ha lasciato nel negozio di alimentari poco prima di aprire il fuoco

Le principali emittenti televisive israeliane hanno trasmesso le immagini del killer riprese dalle telecamere di sorveglianza di un piccolo negozio di alimentari in cui l'aggressore è entrato qualche secondo prima di aprire il fuoco per comprare frutta secca. Le immagini mostrano un giovane a volto scoperto, con occhiali e abiti neri, di aspetto occidentale e facilmente confondibile con altri giovani di Tel Aviv. L'arma automatica, un fucile mitragliatore con cui ha effettuato l'attacco, era nascosta in uno zaino e, da quando emerge dalle immagini, l'uomo lo ha tirato fuori mentre era ancora all'interno del negozio. Dalle immagini si vede l'uomo che con assoluta tranquillità, dopo aver preso alcuni frutti secchi, mette lo zaino in un carrello della spesa, lo apre, prende il fucile e iniziare a sparare prima in una direzione e poi in un'altra. Dopo quelle che sembrano due raffiche, è fuggito senza lasciare traccia. Erano quasi 15 (ora locale, le 14 in Italia), l'ora di punta che precede il riposo sabbatico, e nel pub si stava festeggiando un compleanno.

Secondo alcuni testimoni, l'uomo ha sparato circa una trentina di colpi, ferendo i clienti del pub a caso, senza mirare a una persona in particolare. Per questo motivo, la polizia ha subito seguito la pista del terrorismo, forse del nazionalismo palestinese, e non quella di un regolamento di conti tra bande rivali della malavita israeliana.
Gli inquirenti sono inoltre rimasti sorpresi dall'abilità del killer nell'uso di un'arma automatica, nello sparare una trentina di proiettili e cambiare caricatore in così breve tempo, oltre al sangue freddo dimostrato durante l'attacco.

La polizia ha intanto identificato le due vittime uccise nella sparatoria: si tratta di Shimon Ravim, un trentenne originario della città di Ofakim, e Alon Bakal, gestore del pub, arrivato a Tel Aviv tre mesi fa dopo aver completato gli studi di legge e di business a Netanya.

In serata la polizia israeliana ha autorizzato gli abitanti del rione di Tel Aviv vicino al luogo dell'attentato ad uscire in strada e a tornare alla normalità. I locali di svago sono stati riaperti, fra misure particolari di sicurezza.

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