Israele, accordo con palestinese in sciopero fame: sarà rilasciato

Gerusalemme, 23 apr. (LaPresse/AP) - È stato raggiunto un accordo con le autorità israeliane per il caso di Samer Issawi, detenuto palestinese in sciopero della fame da agosto. Questa mattina, l'avvocato dell'uomo, Jawad Bulous, ha fatto sapere che i procuratori militari hanno acconsentito alla sua liberazione, una volta che avrà scontato altri otto mesi di carcere, e che nelle prossime ore sarà firmato un accordo. Quindi Issawi, le cui condizioni di salute sono peggiorate di recente, metterà fine alla forma di protesta.

Nelle ultime settimane il 33enne è stato ricoverato per la continua perdita di peso e il peggioramento delle condizioni di salute. Per fare ulteriore pressione su Tel Aviv, Issawi ha iniziato anche a rifiutare infusioni di vitamine e minerali, il che ha portato i medici a dichiararlo in pericolo di morte. "Senza dubbio, è una grande vittoria per Samer", ha commentato il suo avvocato, secondo cui lo sciopero della fame "ha forzato la parte israeliana a cambiare la sua posizione".

Il detenuto ha iniziato a rifiutare il cibo ad agosto, in protesta contro il suo arresto, e da allora è divenuto un simbolo per tutti i palestinesi che in questi mesi hanno più volte manifestato a suo favore. Issawi era stato condannato a 26 anni di carcere nel 2002 per il presunto ruolo in una serie di attacchi contro polizia e studenti universitari. Era stato liberato nel 2011 dopo un accordo che prevedeva lo scambio di centinaia di prigionieri palestinesi per la liberazione del soldato israeliano Gilad Shalit, ma poi è stato arrestato nuovamente per aver violato i termini del rilascio.

Sono circa 4.500 i prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane per reati che vanno dal lancio di pietre al coinvolgimento in attentati terroristici. Ayman Sharawneh, altro detenuto palestinese nuovamente arrestato per aver violato i termini di rilascio lo scorso anno, aveva a sua volta intrapreso lo sciopero della fame, fino a quando è stato rilasciato a marzo, secondo un accordo che gli ha imposto l'esilio nella Striscia di Gaza. Sharawneh era stato arrestato nel 2002 per il suo coinvolgimento in un attentato nella città di Beersheba, nel sud di Israele, in cui erano rimasti feriti 18 civili, per il tentato rapimento di un soldato, e per aver sparato contro dei militari.

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