Islanda al voto, favorito il ritorno del centro-destra anti Ue

Reykjavik (Islanda), 27 apr. (LaPresse/AP) - Islanda al voto per le elezioni politiche. Fino alle 23 di stasera gli elettori potranno esprimere le loro preferenze, che porteranno al rinnovo del Parlamento e a un nuovo governo. I sondaggi danno in vantaggio i partiti di centro destra, cioè quello Progressista e quello per l'Indipendenza, favoriti per la loro campagna anti austerità e anti Ue. Indietro invece l'alleanza di centro-sinistra che ha guidato il Paese negli ultimi quattro anni, composta da socialdemocratici e Sinistra-Verdi.

SINISTRA AL GOVERNO DOPO LA CRISI DEL 2008. L'Islanda, 320mila abitanti, aveva uno degli standard di vita più alti al mondo fino al collasso delle sue banche. Nei primi anni 2000 il Paese, guidato da una coalizione di centro-destra composta da partito per l'Indipendenza e partito Progressista, ha vissuto un periodo di boom economico. Il settore bancario è cresciuto e il suo valore è arrivato a essere nove volte superiore al Pil. Poi però, a ottobre del 2008, nel giro di una settimana crollarono sotto i colpi della crisi le tre principali banche commerciali del Paese. La moneta ebbe un'enorme svalutazione e inflazione e disoccupazione schizzarono alle stelle. Reykjavik fu costretta a chiedere il salvataggio di Europa e Fondo monetario internazionale (Fmi). Scoppiò un'ondata di proteste, ribattezzata 'protesta delle pentole', perché i manifestanti sbattevano pentole e padelle. La responsabilità della crisi fu attribuita al governo di centro-destra, allora al potere, e così partito per l'Indipendenza e partito Progressista dovettero cedere il passo a un'alleanza di centro-sinistra (socialdemocratici e Sinistra-Verdi), guidata dalla premier Johanna Sigurdardottir (nella foto).

IL CENTRO SINISTRA E L'APERTURA ALL'UE. Il governo Sigurdardottir si insediò a febbraio 2009 e ha guidato il Paese fino a oggi. Negli ultimi quattro anni di crisi è riuscito a fare crescere l'economia e a fare calare la disoccupazione. Tuttavia l'inflazione resta molto alta e numerosi cittadini lottano ancora per riuscire a ripagare i prestiti contratti prima della crisi per acquistare casa e auto. Si tratta spesso di prestiti presi in valuta straniera, che dopo il credit crunch è diventata ancora più forte rispetto alla moneta locale. Sigurdardottir, primo premier donna del Paese e che si è dichiarata apertamente omosessuale, ha aperto all'Unione europea, scelta contestata dal centro-destra, assolutamente contrario all'ipotesi di entrare nell'Ue.

CENTRO-DESTRA ANTI AUSTERITA'. Entrambi i partiti di centro-destra hanno puntato in campagna elettorale sulle promesse di allentare l'austerità. Il leader del partito Progressista, Sigmundur David Gunnlaugsson, ha promesso di ristrutturare i debiti contratti per i mutui. Il leader del partito per l'Indipendenza invece, Bjarni Benediktsson, ha offerto un abbassamento delle tasse e l'abbandono del controllo sui capitali. I due sono i candidati favoriti alla premiership, considerando il sistema proporzionale in vigore per le elezioni del Parlamento. L'Althingi, questo il nome del Parlamento, è composto da 63 seggi.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata