Isis, padre pilota giordano: Mio figlio martire, governo lo vendichi

A'y (Giordania), 4 feb. (LaPresse/Reuters) - "Considero Muath un martire di Dio, ma chiedo al governo giordano di vendicare il suo sangue. Il sangue di Muath è sangue di questo Paese". Sono queste le parole di Safi al-Kasaesbeh, padre del pilota giordano catturato e bruciato vivo dai militanti dello Stato islamico (ex Isis o Isil). A diffondere la notizia della morte era stato lo stesso Stato islamico in un video pubblicato ieri, che sembra mostrare Muath mentre viene arso vivo dalle fiamme. Le richieste di Safi al-Kasaesbeh in parte sono già state accontentate.

Poche ore fa, infatti, la Giordania ha compiuto l'esecuzione di due prigionieri iracheni jihadisti, tra i quali la detenuta Sajida al-Rishawi, di cui lo Stato islamico aveva chiesto la liberazione in cambio dell'ostaggio giapponese Kenji Goto. Eppure per il padre del pilota "il sangue di Muath è prezioso, un milione di volte più prezioso del sangue di Sajida al-Rishawi o di Ziad". "Chiedo vendetta - ha concluso Safi - , ma soprattutto chiedo al governo di eliminare lo Stato islamico. Nessuno di loro deve rimanere in vita".

Fonte Reuters- Traduzione LaPresse

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