Iraq, ok dall'Ue: Alcuni Paesi invieranno armi ai curdi

Bruxelles (Belgio), 15 ago. (LaPresse/AP) - Il Consiglio dei ministri degli Esteri dell'Unione europea "accoglie con favore" la decisione di alcuni Stati membri "di rispondere positivamente alla richiesta delle autorità regionali curde in Iraq di fornire urgentemente materiale militare" per combattere contro l'avanzata dello Stato islamico (ex Isil). È quanto si legge nelle conclusioni diffuse al termine dell'incontro di emergenza che si è svolto oggi a Bruxelles. "Queste risposte saranno fatte a seconda delle capacità e delle leggi nazionali degli Stati membri e con il consenso delle autorità nazionali irachene", prosegue la dichiarazione, aggiungendo che l'Ue valuterà come evitare che l'Isil tragga vantaggio dalla vendita di petrolio e condanna chi finanzia l'Isil.

Alcuni avevano avvertito prima del meeting che armare i curdi potrebbe rafforzare le loro richieste di indipendenza dall'Iraq e che i curdi potrebbero poi rivolgere quelle stesse armi contro i soldati di Baghdad. Il ministro degli Esteri della Germania, Frank-Walter Steinmeier, ha detto che non è chiaro quali armi i curdi richiedono o otterranno, ma ha riconosciuto che in ogni caso "a questo proposito non c'è decisione che non comporti dei rischi". Lo Stato islamico sta agendo "con una forza militare e una brutalità che hanno sorpreso quasi tutti a livello globale", ha aggiunto Steinmeier.

Stamattina la ministra degli Esteri, Federica Mogherini, aveva espresso la necessità di una posizione unitaria dell'Ue sull'invio di armi ai curdi. "È una situazione di crisi in cui serve una discussione ed una posizione unica dell'Unione, per noi è importante che possa avvenire in una cornice europea", aveva detto, ricordando nuovamente che da domani partirà la missione umanitaria italiana a sostegno delle popolazioni del nord dell'Iraq. Si tratta di un ponte aereo con sei voli per la distribuzione attraverso l'Unicef di 36 tonnellate di acqua, 14 tonnellate di biscotti proteici, 200 tende da campo e 400 sacchi a pelo. Il piano prevede due voli il 16 agosto, un volo il 18 agosto, un volo il 19 agosto e un volo il 20 agosto.

I ministri degli Esteri dell'Ue hanno promesso di incrementare i loro sforzi per aiutare coloro che sono stati costretti a lasciare le proprie case a causa dell'avanzata dello Stato islamico. Francia, Regno Unito, Italia e Germania hanno incrementato i propri aiuti umanitari e consegneranno hanno annunciato che invieranno decine di tonnellate di aiuti nel nord dell'Iraq nei prossimi giorni. Inoltre la Francia ha promesso di inviare armi ai curdi, il Regno Unito consegnerà munizioni e forniture militari ottenute dai Paesi dell'est Europa e sta valutando se inviare altri armamenti. Infine Germania, Olanda e altri Paesi hanno annunciato che valuteranno l'ipotesi di armare i curdi.

Intanto in Iraq la crisi politica sembra avere raggiunto una svolta, dal momento che ieri il primo ministro uscente, Nouri al-Maliki, ha annunciato personalmente in un discorso alla nazione che rinuncia al ruolo di primo ministro e appoggia la candidatura del premier incaricato Haider al-Abadi, anche lui membro del partito Dawa, per provare a disinnescare la crisi politica nella quale è scivolato il Paese mentre deve affrontare l'avanzata dei militanti dello Stato islamico. Lunedì il presidente dell'Iraq, Fouad Massum, aveva dato ad al-Abadi l'incarico di formare il prossimo governo, ma finora al-Maliki si era rifiutato di farsi da parte.

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