Iraq, Kerry incontra al-Maliki, presidente Parlamento e vicepremier

Baghdad (Iraq), 23 giu. (LaPresse/AP) - Il segretario di Stato Usa John Kerry ha chiesto ai leader sciiti iracheni di dare più potere governativo agli oppositori politici. Kerry ha incontrato a porte chiuse il premier iracheno Nouri al-Maliki per più di 90 minuti, nello stesso complesso a Baghdad dove un giornalista iracheno nel 2008 aveva lanciato una scarpa all'allora presidente degli Stati Uniti George Bush. Camminando verso il suo convoglio di auto dopo l'incontro, Kerry ha detto che è "stato un buon incontro". Il segretario di Stato Usa era accompagnato dal ministro degli Esteri di Baghdad, Hoshyar Zebari. Kerry ha anche incontrato l'influente religioso sciita Ammar al-Hakim e il presidente del Parlamento Osama al-Nujaifi e il vice premier Saleh al-Mutlaq, sunniti.

Nel suo incontro con al-Nujaifi Kerry ha detto che "questi sono tempi difficili", e che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il popolo americano restano impegnati verso l'Iraq, e sono preoccupati per la sua sicurezza e il caos politico. "Tuttavia la preoccupazione principale è per il popolo iracheno, per l'integrità del Paese, dei suoi confini, della sua sovranità", ha detto Kerry. Al-Nujaifi, che è di Mossul, ha descritto i militanti di Isil come "una minaccia per il mondo intero. E dobbiamo affrontarla attraverso operazioni militari dirette e riforme politiche così possiamo iniettare nuova speranza nel nostro popolo, così possono sostenere il processo politico e l'unità in Iraq".

Funzionari iracheni informati sui colloqui di Kerry con il premier hanno riferito che al-Maliki ha chiesto agli Stati Uniti di prendere di mira le posizioni dei militanti in Iraq e in Siria, citando campi di addestramento e convogli con attacchi aerei. I funzionari hanno affermato che Kerry ha risposto che bisogna avere molta cura e prudenza prima di lanciare degli attacchi, per evitare vittime civili che potrebbero dare l'impressione che gli americani stiano attaccando i sunniti. I funzionari hanno parlato a condizione di anonimato perché non autorizzati a parlare con i media.

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