Iraq, da Golfo a Libia: quando l'Italia va in guerra

Torino, 6 ott. (LaPresse) - Il Corriere della Sera, in un articolo pubblicato stamattina, sostiene che i Tornado italiani che partecipano alla coalizione occidentale contro il sedicente Stato islamico in Iraq assumeranno nelle prossime ore l'incarico di compiere missioni di bombardamento in zone selezionate, in accordo con il comando americano. Il ministero della Difesa ha commentato dicendo che "sono solo ipotesi da valutare assieme agli alleati e non decisioni prese che, in ogni caso, dovranno passare dal Parlamento".

Di seguito una breve panoramica delle principali operazioni militari alle quali ha partecipato l'Italia.

GUERRA del GOLFO 1990-1991. L'Italia faceva parte della coalizione di 35 Paesi che, sotto l'egida dell'Onu, intervenne contro l'Iraq per ripristinare la sovranità del Kuwait. L'Italia schierò forze navali e cacciabombardieri Tornado, che parteciparono ai raid.

AFGHANISTAN 2002. Dal 10 maggio al 28 ottobre 2002, l'aeronautica militare italiana partecipò con reparti d'elite in Afghanistan all'operazione 'Enduring freedom' a guida Usa. Nel 2005 l'Aeronautica inviò in Afghanistan un altro reparto di élite, il Reparto Mobile di Supporto (Rms). Attualmente, il contingente italiano è inserito nella missione a comando Nato Resolute Support (Rs), che dal 1° gennaio 2015 ha sostituito la missione Isaf, terminata il 31 dicembre 2014 (e cui l'Italia aveva contribuito con contingenti fino a 3000 uomini). Il personale, circa 750 unità, è dispiegato a Kabul e Herat e dispone di mezzi di manovra, di supporto, di aerei da trasporto e di elicotteri.

IRAQ 2003. L'Italia partecipò, con l'operazione militare denominata 'Antica Babilonia', alle attività di peacekeeping in Iraq il rovesciamento, da parte degli Stati Uniti e di alcuni Paesi loro alleati, del regime di Saddam Hussein. L'Italia fornì forze armate, dislocate nella base di Nassiriya, dove l'impegno italiano si concluse ufficialmente a dicembre 2006.

LIBIA 2011. L'Italia fece della coalizione intervenuta in Libia nel 2011 durante la rivolta contro l'allora leader libico Muammar Gheddafi. Oltre a operare con cacciabombardieri Tornado, mise a disposizione della coalizione sette basi aeree: Trapani, Sigonella, Gioia del Colle, Capodichino, Decimomannu, Aviano e Pantelleria. L'Italia partecipò sia inizialmente alla cosiddetta 'Coalizione dei volenterosi', nata per raggiungere gli obiettivi fissati dal Consiglio di sicurezza Onu con le risoluzioni 1970 e 1973 (che prevedevano l'istituzione di una no-fly zone sulla Libia e la protezione dei civili e delle aree maggiormente popolate), sia successivamente alle operazioni militari quando passarono sotto il comando della Nato dal 31 marzo 2011. I velivoli dell'aeronautica militare italiana, negli oltre sette mesi di operazioni, hanno effettuato missioni di pattugliamento, difesa aerea, rifornimento in volo, ricognizione e neutralizzazione di obiettivi militari.

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