Iran, Rowhani: Avanti con nucleare, ma prometto era di trasparenza

Teheran (Iran), 17 giu. (LaPresse/AP) - Una "nuova era", fatta di "moderazione e giustizia, e non di estremismo", ma anche di "maggiore trasparenza" sul programma nucleare. È quella che promette il vincitore delle elezioni presidenziali dell'Iran, Hasan Rowhani, che oggi ha tenuto la sua prima conferenza stampa dal giorno del voto. Teheran, ha promesso il riformista uscito vincitore dalle urne al primo turno, senza bisogno del ballottaggio, non sospenderà il programma di arricchimento dell'uranio. "La nazione iraniana - ha aggiunto - non ha fatto nulla per meritare le sanzioni. I lavori che ha fatto sono all'interno di un quadro internazionale. Se le sanzioni hanno qualche beneficio, esso è solo per Israele. Non ci sono benefici per altri".

Rowhani, 64 anni, ha quindi promesso di incoraggiare "passo passo" una serie di misure per rassicurare l'Occidente sulle ambizioni nucleari di Teheran. "Il primo passo - ha detto - sarà mostrare maggiore trasparenza. E siamo pronti" a farlo. Il secondo, ha proseguito, sarà "promuovere la fiducia reciproca. Prenderemo misure in entrambi i campi. Il primo punto è che non siano imposte nuove sanzioni. Quindi, che quelle (esistenti, ndr) vengano ridotte".

Nel corso del suo intervento, il neo presidente, che assumerà l'incarico ad agosto, ha parlato anche di Siria. Gli sforzi per porre fine alla guerra civile e riportare la stabilità, ha detto, spettano al "popolo siriano" e "noi ci opponiamo all'intervento straniero". "Speriamo - ha aggiunto - che pace e tranquillità tornino in Siria tramite la cooperazione con i Paesi della regione e del mondo". Per questo, ha sottolineato, è necessario "aumentare e costruire la fiducia tra l'Iran e gli altri Paesi".

Ieri Rowhani ha incontrato la Guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, mentre la Guardia della rivoluzione ha annunciato "totale disponibilità a interagire e cooperare con la prossima amministrazione". Intanto, sono arrivati i complimenti e le congratulazioni da tutto il mondo, anche dal presidente siriano Bashar Assad e da Hassan Nasrallah, leader del gruppo militante libanese Hezbollah.

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