Iran, riformista Rowhani sopra 50%: verso vittoria al primo turno

Teheran (Iran), 15 giu. (LaPresse/AP) - Il riformista Hasan Rowhani guida lo spoglio delle elezioni presidenziali in Iran con oltre il 50% dei voti, un dato che, se confermato, gli permetterebbe di diventare il successore di Mahmoud Ahmadinejad senza ricorrere al ballottaggio. Secondo quanto riferisce il ministero dell'Interno, su 27.594.719 di voti contati, Rowhani ne ha a raccolti 14.020.139. Al secondo posto il sindaco di Teheran Mohammad Bagher Qalibaf, con circa il 15,8% dei voti, quindi al terzo all'incirca con lo stesso numero di voti i conservatori Mohsen Rezaei e Saeed Jalili.

ALTA AFFLUENZA. In Iran hanno diritto di voto oltre 50 milioni di persone e l'affluenza ieri è stata alta, anche se non ci sono dati ufficiali. Il giornale conservatore Kayahn parla di un 75%. Per permettere a tutti di votare la chiusura dei seggi è stata rinviata di cinque ore. Una vittoria di Rowhani, 64 anni, sostenuto dall'ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, potrebbe dare respiro ai riformisti. Anche se difficilmente gli equilibri interni di potere subirebbero grandi modifiche. Il sistema politico iraniano infatti non consente ampi margini di manovra a chi detiene l'incarico di presidente. L'establishment di Teheran, che prevede poteri soprattutto per la leadership religiosa e il corpo militare della Guardia della Rivoluzione, che decide su molti temi chiave e fissa l'agenda sulle maggiori tematiche, come il programma nucleare e i rapporti con l'Occidente.

CHI E' ROWHANI. Ex negoziatore per il nucleare, Rowhani ha 64 anni ed è l'unico membro del clero tra i candidati. Ha attirato su di sé il sostegno dei riformisti dopo che il rivale, l'ex vice presidente Mohammed Reza Aref, ha lasciato la competizione tentando di consolidare il campo dei liberali. Rowhani ha cominciato gli studi religiosi quando era adolescente ed è presto diventato oppositore dello scià appoggiato dall'occidente. I suoi discorsi contro la monarchia e i sermoni hanno attirato l'attenzione dell'ayatollah Ruollah Khomeini. Si è laureato in legge presso l'università di Teheran nel 1972, e in seguito ha studiato all'estero alla Glasgow Caledonian University, dove ha conseguito un master in affari legali. Dopo la rivoluzione, ha ricoperto diversi ruoli, incluso quello di riorganizzare l'esercito, servire nel nuovo Parlamento e supervisionare la televisione di Stato.

Rafforzò i suoi legami con Rafsanjani durante la guerra con l'Iraq, nel periodo 1980-88, e poi quando è stato capo consigliere per la sicurezza nazionale dell'allora presidente. Nel 2003, un anno dopo che il programma iraniano è stato svelato, si è occupato di nucleare. L'Iran successivamente ha temporaneamente sospeso tutte le attività collegate all'arricchimento dell'uranio per evitare possibili sanzioni dal Consiglio di sicurezza Onu. Ahmadinejad si è fermamente opposto a queste concessioni. Rowhani ha rassegnato le dimissioni dal suo ruolo di negoziatore per il nucleare e capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dopo alcuni diverbi con il presidente uscente. Durante i raduni elettorali, si è impegnato a cercare "una interazione costruttiva con il mondo", che include sforzi per diminuire le preoccupazioni dell'occidente sul programma dell'Iran e togliere le sanzioni internazionali che hanno colpito l'economia.

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