Iran, oggi a Ginevra i colloqui su nucleare con 5+1: attori e obiettivi

Ginevra (Svizzera), 15 ott. (LaPresse/AP) - Inizia oggi a Ginevra un nuovo round di colloqui tra l'Iran e il gruppo 5+1 in merito al programma nucleare di Teheran. Si tratta del primo sotto la presidenza di Hasan Rohani, salito in carica a giugno. Ecco chi sono gli attori in gioco, qual è l'obiettivo dei colloqui e quali sono le questioni al vaglio delle discussioni.

CHI PARTECIPA. La squadra di negoziatori dell'Iran si confronta con quella del gruppo 5+1, ossia i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu (Usa, Russia, Cina, Regno Unito, Francia) più la Germania. La delegazione 5+1 è guidata dai direttori politici o dai loro equivalenti che rispondono direttamente ai rispettivi ministri degli Esteri. La squadra iraniana è guidata dal ministro degli Esteri Javad Zarif. Ma, a parte per la sessione di apertura, il principale negoziatore di Teheran sarà il vice ministro Abbas Araghchi. I colloqui sono stati convocati da Catherine Ashton, Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell'Unione europea.

BACKGROUND. Il gruppo 5+1 vuole sospendere o bloccare tutte le attività nucleari che possano essere utilizzate per costruire armi atomiche. La preoccupazione maggiore è il programma di arricchimento dell'uranio. Teheran ha sempre sostenuto che esso sia volto solo ad alimentare i reattori per produrre energia e per la ricerca. L'Iran non arricchisce uranio a livelli tali da poter produrre nell'immediato armi nucleari. Teheran sta inoltre lavorando su un reattore che, secondo gli esperti, produrrà abbastanza plutonio per una o due bombe nucleari all'anno, una volta che sarà completato. Secondo il governo, il reattore è necessario per produrre isotopi per cure mediche e dovrebbe essere terminato entro il prossimo anno. Il plutonio potrebbe essere convertito per un utilizzo nelle armi atomiche, ma l'agenzia per l'energia nucleare dell'Onu riferisce che non ci sono prove secondo cui l'Iran sta lavorando per un impianto di conversione.

LE POSIZIONI. L'Iran vuole l'eliminazione delle sanzioni internazionali che stanno danneggiando le sue esportazioni petrolifere e le sue transazioni finanziarie. Prima dei colloqui, alcuni funzionari hanno suggerito che Teheran potrebbe essere pronta a fermare l'arricchimento al 20%, livello precedente a quello necessario per produrre armi. Inoltre, si sono detti pronti a dare agli esperti dell'Onu una maggiore possibilità di controllo sul proprio programma nucleare. Ma ciò non è abbastanza per il gruppo 5+1, che vorrebbe tagli a tutte le attività di arricchimento. Questo significa limitare il numero e il tipo di centrifughe necessarie a lavorare l'uranio, che ora sono 10mila. Inoltre vorrebbe che l'Iran consegnasse in mano straniera tutto l'uranio arricchito che non è necessario ad attività pacifiche verificabili. Tuttavia, il vice ministro Araghchi ha fatto sapere che Tehran non invierà mai all'estero i materiali. Inoltre, il gruppo vorrebbe che l'Iran chiudesse la centrale di Fordo e che sospendesse la costruzione del reattore che produrrà plutonio.

LA STORIA. Le attuali negoziazioni sono un proseguimento dei colloqui iniziati 10 anni fa tra Iran, Francia, Regno Unito e Germania. Usa, Russia e Cina si sono uniti tre anni dopo. I colloqui sono andati avanti a singhiozzo per anni, con i Paesi occidentali che a più riprese hanno respinto la richiesta di Teheran affinché venisse riconosciuto il suo diritto di arricchire uranio per propositi pacifici. Ora il 5+1 è pronto ad accettare una forma di arricchimento, ma solo se l'Iran accetterà una rigorosa supervisione internazionale, limiterà le dimensioni del suo programma e consegnerà all'estero le sue riserve di uranio arricchito.

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