Indonesia, sale il numero delle vittime dello tsunami: 373 morti

Il bilancio non è ancora definitivo: 128 dispersi e più di 1.500 feriti. Non ci sarebbero cittadini italiani coinvolti

È di almeno 373 vittime il bilancio, ancora provvisorio, dello tsunami in Indonesia. Lo riferisce l'agenzia per la gestione dei disastri precisando inoltre che i feriti sono oltre 1.500 e 128 i dispersi. Le case danneggiate sono 611. Al momento non sembrerebbero esserci cittadini italiani coinvolti. Il portavoce dell'agenzia per i disastri, Sutopo Purwo Nugroho, ha sottolineato che "lo tsunami è avvenuto improvvisamente" e "la comunità non ha avuto il tempo per evacuare", per questo motivo il numero delle vittime "continua a crescere".

Con un muro d'acqua di circa 20 metri, lo tsunami, che ha colpito la costa meridionale di Sumatra e la punta occidentale di Giava, ha danneggiando centinaia di costruzioni tra cui diversi alberghi. Secondo l'Agenzia di meteorologia e geofisica indonesiana le onde anomale potrebbero essere state causate da frane sottomarine seguite a un'eruzione di Anak Krakatau, un'isola vulcanica formatasi nel corso degli anni dal vicino vulcano Krakatoa.

Gli sfollati sono 11mila, ha riferito la ong Oxfam al lavoro in queste ore in una corsa contro il tempo per soccorrere la popolazione colpita, lanciando un appello di emergenza a donare e ricordando che "sale l'allarme per la possibilità di un nuovo Tsunami, dopo che ci sono state nuove eruzioni, con le zone circostanti ancora immerse nel fumo e nella cenere". "Le comunità che vivono sulla costa dello Stretto hanno subito gli effetti più devastanti dello tsunami, causato dalle frane sottomarine seguite a un'eruzione ad Anak Krakatau", ha spiegato l'organizzazione. Oxfam - che ha già soccorso dallo scorso ottobre 100mila persone nell'isola di Sulawesi - è in queste ore sul campo per portare agli sfollati beni di prima necessità, soprattutto kit e servizi igienico-sanitari, acqua pulita e coperte, e valutare i danni complessivi in accordo con le autorità indonesiane. 

"Ad appena tre mesi dal terremoto che ha colpito Sulawesi, causando più di 4000 tra morti e dispersi e centinaia di migliaia di sfollati, le comunità indonesiane sono di nuovo di fronte a un ennesimo mortale disastro", ha detto Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia, aggiungendo che "il bilancio delle vittime sembra purtroppo destinato a salire ancora". E ha proseguito: "In questo momento i sopravvissuti hanno paura di un nuovo tsunami, mentre cercano notizie dei dispersi. Migliaia di persone sono in campi di fortuna e hanno urgente bisogno di cibo, acqua pulita e servizi igienico-sanitari. Soprattutto donne e bambini. I nostri team, mentre stanno valutando l'entità dei danni, sono già al lavoro, in collaborazione con i nostri partner locali, per soccorrere i sopravvissuti. In questo momento l'aiuto di ciascuno può fare la differenza".

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