India, stuprata turista svizzera diretta a Taj Mahal: 20 fermati

Nuova Delhi (India), 17 mar. (LaPresse/AP) - Venti uomini sono stati fermati in India per lo stupro della turista svizzera violentata in gruppo durante un viaggio in bici con il marito nello Stato centrale di Madhya Pradesh, precisamente nel distretto di Datia. Lo riferisce la polizia locale, precisando che nessuno dei 20 è in stato di arresto ma che gli agenti li stanno interrogando in relazione all'aggressione.

20 FERMATI, 7 I PRESUNTI AGGRESSORI. La coppia, spiega la polizia, ha raccontato che lo stupro è stato compiuto da sette o otto uomini, ma non è stata in grado di fornire il numero esatto degli aggressori perché era buio. Le autorità hanno intanto aperto un'indagine a carico di sette ignoti e sono in corso ricerche nei villaggi vicini al bosco in cui la donna violentata.

I TURISTI ERANO DIRETTI AL TAJ MAHAL. I due turisti erano in India per una vacanza di tre mesi. Dopo avere visitato la città di Orchha venerdì, avevano piantato la tenda in un bosco vicino al villaggio di Jatia e da lì avevano in programma di andare in bicicletta ad Agra per visitare il Taj Mahal, distante circa 210 chilometri. Nel bosco sono stati attaccati da un gruppo di uomini armati di bastoni di legno. Gli aggressori, spiega la polizia, hanno picchiato il marito e lo hanno legato a un albero; poi hanno violentato la donna. La turista, 39 anni, è stata curata ieri in un ospedale nella vicina città di Gwalior ed è stata rilasciata in giornata. Una foto diffusa ieri mostra la donna mentre cammina in direzione dell'ospedale scortata dalla polizia. Ha il volto coperto da un cappuccio, pratica comune in India dove la legge non consente alle vittime di stupro di essere identificate pubblicamente.

AMBASCIATORE SVIZZERO CHIEDE INDAGINE RAPIDA. L'ambasciatore svizzero in India, Linus von Castelmur, ha parlato con la coppia assicurando ogni aiuto e sostegno e ha chiesto una rapida indagine sull'episodio, dicendosi "molto angosciato" dall'incidente. "Al momento le priorità sono la loro salute e le cure", afferma l'ambasciata in una nota, aggiungendo di essere in contatto con le autorità locali in Madhya Pradesh e di avere chiesto una "indagine rapida e che venga fatta giustizia".

STUPRO DELLA STUDENTESSA SU BUS A DICEMBRE. Lo scorso 16 dicembre il caso dello stupro di gruppo di una studentessa 23enne a bordo di un bus a Nuova Delhi scatenò le proteste nel Paese e spinse il governo a varare un pacchetto di leggi a tutela delle donne. Allora la giovane violentata morì dopo due settimane in un ospedale di Singapore per le gravi ferite interne riportate. Uno dei sei uomini sospettati dello stupro la scorsa settimana è stato trovato morto nella sua cella nel carcere di Nuova Delhi. Le autorità sostengono che si sia impiccato, ma la famiglia e i suoi legali hanno sollevato dubbi e sul caso è in corso un'indagine. Per lo stupro restano a processo cinque persone, quattro adulti e un minorenne.

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