India, premier Uttar Pradesh deride domande reporter su stupro ragazze

Lucknow (India), 30 mag. (LaPresse/AP) - Il premier dello Stato indiano di Uttar Pradesh, Akhilesh Yadav, si è fatto beffe dei giornalisti che gli facevano domande sullo stupro delle due ragazzine trovate ieri uccise e appese su un albero di mango nel villaggio di Katra. "Non siete forse al sicuro?", ha domandato ai reporter, aggiungendo: "Non siete mica in pericolo, vero? Allora perché siete preoccupati? Cosa c'entra con voi?". Secondo un'attivista indiana per i diritti delle donne, Kavita Krishnan, simili commenti fanno capire alla polizia che lo stupro non viene trattato seriamente dalle autorità. Le dichiarazioni di Yadav, ha affermato Krishnan, sono "una trivializzazione dello stupro". Per molti indiani, tuttavia, le parole del premier non sono state una sorpresa. Il mese scorso il padre di Yadav, Mulayam Singh Yadav, ex primo ministro dell'Uttar Pradesh e leader del partito al governo nello Stato, aveva annunciato durante un comizio di essere contrario a una legge che prevede la pena di morte per i responsabili di stupri di gruppo. "I ragazzi sono ragazzi, commettono errori", aveva dichiarato il politico.

Un'altra ex premier dell'Uttar Pradesh, Mayawati, ha criticato oggi l'attuale governo per il modo in cui sta gestendo il caso. "Nello Stato non ci sono legge né ordine. È la legge della giungla", ha dichiarato Mayawati. Alcune ore dopo Yadav ha ordinato che i sospetti dell'aggressione vengano processati in un tribunale speciale. Per il momento la polizia ha arrestato quattro persone, tra cui due agenti, mentre altre tre sono ricercate. Inoltre due poliziotti sono stati licenziati con l'accusa di complicità, per non aver accolto la denuncia sulla scomparsa delle due ragazze. L'Uttar Pradesh è lo Stato indiano più densamente popolato, con quasi 20 milioni di abitanti. Secondo le statistiche ufficiali, ogni anno in India vengono commessi circa 25mila stupri, ma secondo gli attivisti il numero reale è decisamente più alto perché tante donne non denunciano le violenze subite.

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