India, marcia a Nuova Delhi chiede leggi più rigide a difesa donne

Nuova Delhi (India), 26 gen. (LaPresse/AP) - Centinaia di persone, per lo più studenti, hanno marciato oggi a Nuova Delhi, in India, per chiedere più sicurezza e libertà per le donne. I manifestanti hanno fatto appello affinché vengano applicate le raccomandazioni della commissione governativa istituita dopo lo stupro di una studentessa avvenuto a dicembre su un autobus della capitale. La 23enne è morta alcuni giorni dopo per le ferite riportate e il suo caso ha scatenato l'indignazione dell'intero Paese.

I manifestanti hanno marciato al grido di 'Libertà per le donne', verso Jantar Mantar, nei pressi del Parlamento indiano. La manifestazione è stata organizzata dal gruppo di sinistra All India Students Association e da altre formazioni. E la sue motivazioni hanno incassato anche il sostegno del presidente Pranab Mukherjee. "Se oggi i nostri giovani si sentono indignati, possiamo biasimarli?", ha detto in un discorso trasmesso per radio e televisione ieri sera, alla vigila del Giorno della Repubblica, che si celebra oggi. "È tempo per il nostro Paese - ha aggiunto - di ripristinare la sua bussola morale".

La commissione governativa, guidata dall'ex giudice capo J.S. Verma, ha reso note le sue raccomandazioni mercoledì, dopo aver esaminato oltre 80mila suggerimenti per una revisione completa della sezione del sistema giudiziario che si occupa delle violenze sulle donne. Tra le richieste alle autorità, quella di rispettare rigorosamente le leggi sulla violenza sessuale, impegnarsi a tenere processi più rapidi per i casi di stupro e modificare l'antiquato codice penale proprio al fine di proteggere le donne. In particolare, l'organismo ha chiesto al governo di istituire pene più severe per poliziotti e ufficiali che non agiscono contro episodi di violenza. Giovedì, un tribunale veloce ha dato il via al processo contro i cinque imputati per lo stupro della studentessa sul bus che, se riconisciuti colpevoli, rischiano la pena di morte. Un'altra corte si occuperà del sesto sospetto, minorenne.

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