India, legale stupratori studentessa: Confessioni estorte

Nuova Delhi (India), 10 gen. (LaPresse/AP) - I sospettati dello stupro di gruppo della studentessa indiana su un bus di Nuova Delhi, morta dopo due settimane di agonia a Singapore, "sono innocenti" e hanno confessato a causa delle violenze subite dalla polizia. Lo ha dichiarato Manohar Lal Sharma, uno dei loro difensori, prima dell'udienza di oggi nel tribunale di Nuova Delhi. Questa si è poi conclusa velocemente ed è stata rinviata a lunedì, quando è emerso che alcuni atti del tribunale erano illeggibili. L'udienza, secondo le previsioni, avrebbe dovuto trasferire il caso al tribunale speciale veloce istituito nella capitale per le violenze sulle donne, uno dei cosiddetti 'fast-track court'.

I sospettati sono entrati velocemente nell'aula del tribunale, con i volti coperti da sciarpe e circondati da diverse file di poliziotti. Sharma ha dichiarato di rappresentare tre di loro, il guidatore del bus Ram Singh, il fratello Mukesh e Akshay Thakur, ma il tribunale ha approvato la sua nomina solo per Mukesh Singh. Altri avvocati sarebbero stati affidati agli altri sospettati, ma i dettagli non sono noti. Oltre ai cinque adulti, delle violenze è accusato anche un 17enne, che sarà processato in un tribunale minorile.

Gli agenti, ha detto il legale, hanno picchiato i presunti stupratori perché confessassero, mandando anche altri detenuti nelle loro celle perché li minacciassero con armi da taglio. L'udienza per i cinque uomini processati per il rapimento, lo stupro di gruppo e l'omicidio della 23enne su un bus la notte del 16 dicembre nella capitale si è tenuta a porte chiuse. Con la giovane, quella notte, c'era il suo ragazzo, anche lui sequestrato. I due sono stati scaraventati in strada dopo essere stati picchiati con una spranga di ferro.

Le autorità, ha accusato Sharma, sono sotto pressione per risolvere velocemente il caso, quindi condanneranno i sospettati a prescindere dalle prove. I cinque adulti rischiano la pena di morte, il sesto in quanto minorenne affronterebbe al massimo tre anni di riformatorio. Sharma ha inoltre attaccato il sistema giudiziario indiano, affermando che gli uomini sono stati arrestati solo perché di bassa estrazione sociale. "Se i loro genitori fossero ricchi, oggi questi ragazzi non sarebbero in tribunale", ha detto.

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