India, accusati di stupro studentessa si dichiarano innocenti. Nuove proteste

Nuova Delhi (India), 2 feb. (LaPresse/AP) - Si sono dichiarati non colpevoli i cinque adulti a processo in India per lo stupro di gruppo e la morte di una studentessa 23enne a Nuova Delhi, mentre nel Paese donne e attivisti protestano per come il governo sta tentando di modificare la legislazioni sulle violenze di genere. Tra i 13 capi d'accusa per cui sono incriminati i cinque uomini in un tribunale speciale ci sono stupro e omicidio. Uno dei legali degli imputati ha fatto sapere che hanno firmato questa mattina le dichiarazioni con cui si proclamano innocenti. Il legale non può essere identificato, come imposto da una decisione del tribunale. Un sesto uomo, coinvolto nello stupro sul bus notturno a dicembre, è stato dichiarato minorenne e sarà quindi processato in un tribunale per i minori. Per i cinque adulti, martedì inizierà l'udienza in cui saranno chiamati i testimoni.

Intanto, gruppi di donne e di attivisti per i loro diritti stanno manifestando contro la decisione del governo di cambiare le leggi sullo stupro attraverso un'ordinanza, che ignora gran parte delle raccomandazioni del panel di esperti incaricato ad hoc dal governo. Una commissione, guidata dall'ex giudice della Corte suprema J.S. Verma, era infatti stata incaricata dal governo di indicare come proteggere le donne dalle violenze, dopo l'ondata di sdegno e proteste scatenata dallo stupro di gruppo della studentessa poi morta a Singapore.

In un documento di oltre 630 pagine, la commissione aveva raccomandato emendamenti alle leggi sui crimini contro le donne. Ieri il governo del primo ministro Manmohan Singh ha invece approvato una ordinanza che introduce pene più severe per i responsabili di stupro, tra cui la pena di morte nei casi più gravi e detenzioni più lunghe negli altri, ma ignora molti altri punti chiave. L'ordinanza deve essere firmata dal presidente Pranab Mukherjee per diventare legge, ed essere approvata dal Parlamento entro sei mesi.

I gruppi di donne e gli attivisti accusano il governo di aver ignorato molte raccomandazioni chiave, tra cui la previsione di procedimenti legali per gli ufficiali e soldati accusati di violenze sessuali e il divieto a chi sia accusato di stupro di candidarsi alle elezioni. "L'ordinanza è un totale tradimento della fiducia che il popolo aveva riposto nel governo", ha dichiarato Kavita Krishnan, attivista per i diritti delle donne. "La gente scenderà in strada per protestare contro questo brutto scherzo", ha aggiunto. I gruppi chiedono anche al presidente di non firmare la legge prima che sia discussa in Parlamento.

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