In Cina, dove la pesca è fatta di canti e balli
Ambientato nel villaggio di Fuye sull'isola di Nanri, Cina orientale, il festival "The Dash of the Ocean Gods" è uno dei tanti riti tradizionali che hanno luogo con l'inizio dell'anno lunare, che quest'anno è iniziato il 16 febbraio. Si tratta di un'usanza locale che consiste in una danza vicino al mare per invocare una pesca abbondante. La leggenda narra che il dio locale fu privato della sua divinità e decapitato. La sua testa cadde dal cielo fino al mare, dove fu recuperata dal popolo di Huangqi. Così gli abitanti del posto invocano l'aiuto della divinità proprio accanto al mare. Vestiti di abiti ricamati e coronati da copricapo, circa 20 abitanti del villaggio cantano e agitano spade e stendardi mentre vengono portati verso il mare su piccoli troni. Il rito, pur avendo perso parte della sua sacralità, fa leva sulla precarietà del mestiere: la pesca rimane un'attività rischiosa per gli abitanti del villaggio, la maggior parte dei quali può permettersi solo piccole imbarcazioni.