Ilo: 21 milioni di 'schiavi' nel mondo, in 10 anni guadagni triplicati

Ginevra (Svizzera), 20 mag. (LaPresse/AP) - Sono 21 milioni le persone forzate a lavorare in tutto il mondo e le loro attività generano ogni anno profitti per 150 miliardi di dollari. È quanto emerge da un rapporto dell'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), in cui si nota che i profitti dal lavoro forzato sono più che triplicati negli ultimi dieci anni, dai 44 miliardi di dollari registrati nel 2005. L'Ilo, ha detto il direttore dell'agenzia, Guy Ryder, vuole attirare l'attenzione dell'opinione pubblica sulla necessità di "sradicare il prima possibile questa pratica profondamente malvagia, ma molto redditizia". Due terzi dei profitti, si legge nel rapporto, derivano dallo sfruttamento sessuale e un terzo è il risultato di "uno sfruttamento economico forzato", categoria in cui sono compresi lavoratori domestici e agricoli.

Il 55% delle vittime sono donne e ragazze, sfruttate soprattutto sessualmente e per lavori domestici, mentre gli uomini e i ragazzi sono sottoposti allo sfruttamento economico in agricoltura, edilizia e nel settore minerario. "Per la prima volta - ha notato Ryder - l'agenzia fornisce prove solide di una correlazione tra il lavoro forzato e la povertà", analizzando sia l'offerta sia la domanda di lavoratori. "Dobbiamo - ha proseguito il funzionario - rafforzare i sistemi di protezione sociale per prevenire che le famiglie sprofondino nella povertà che spinge le persone verso il lavoro forzato. Dobbiamo migliorare il livello di istruzione e alfabetismo in modo che i capifamiglia possano capire la propria vulnerabilità al lavoro forzato e conoscere i propri diritti in quanto lavoratori".

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