Il regista Guédiguian: Le Pen trionfa ma la Francia è a sinistra
Intervista al cineasta francese, che al primo turno si era schierato con Mélenchon e il suo movimento

L'estrema destra di Marine Le Pen ha trionfato al primo turno di voto e andrà al ballottaggio nelle presidenziali francesi, ma il 20% ottenuto da Jean-Luc Mélenchon è un dato che non si vedeva da decenni e guardando a fondo si scopre che "oggi la Francia è a sinistra: un paradosso assoluto". Ad affermarlo è il regista e produttore francese Robert Guédiguian, a Torino in occasione della retrospettiva 'La complessità delle cose' dedicatagli dal Museo Nazionale del Cinema, che comprende tutta la sua produzione, dal debutto sino a 'Une histoire de fou' presentato nel 2015 a Cannes. Marsigliese, cineasta d'impegno spesso definito regista del popolo e della classe operaia, al primo turno Guédiguian si era schierato con Mélenchon e il suo movimento, La France insoumise.


Per chi voterà al ballottaggio?
"Mélenchon dice: sapete benissimo quel che farò. Io dico la stessa cosa: so benissimo cosa farò, non potrei vivere se Le Pen passasse per un soffio e io non avessi votato. È una situazione complicata. Ma non voglio chiedere di votare Emmanuel Macron. Sono pressoché sicuro che sarà eletto, ma se mi astenessi e Le Pen passasse per un soffio? Mi darei la colpa? Le Pen incarna tutto ciò che detesto da sempre, ma è difficile essere condannati a scegliere fra cose che non si amano, perché anche Macron non rappresenta la scelta migliore".


Gran parte del mondo politico ha serrato i ranghi contro Le Pen. Condivide?
"La vita politica francese da decenni è inquinata dalla paura dell'estrema destra, prima di Le Pen padre, ora di Le Pen figlia, speriamo non succeda con i Le Pen nipoti. E ogni volta che si crea un fronte repubblicano contro l'estrema destra, i candidati che sono eletti non tengono conto del primo turno delle elezioni. Anche questa volta, Macron non terrà conto del 20% di Mélenchon. E nel fronte anti-Le Pen ci sono persone come François Fillon, ma per me lui e Le Pen sono pressoché la stessa cosa. Quindi non posso entrare in quel fronte".


Questo ballottaggio, come nel 2002 con Jean-Marie Le Pen contro Jacques Chirac, sarà ricordato come un voto anti-Front National?
"Non si parla d'altro che di questo pericolo, ma questa elezione sarà ricordata per la nascita di una nuova sinistra. Il 20% di Mélenchon è un dato enorme: non succedeva dagli anni Settanta con il partito comunista. Se la France insoumise, ciò che resta del partito comunista, i movimenti minori di sinistra e i 'veri' socialisti che hanno votato Hamon si uniranno, saranno una potenza. È un paradosso assoluto: oggi, da questo punto di vista, la Francia è a sinistra".


Crede a Macron come candidato di rottura?
"Per nulla. Macron è totalmente liberale. Ha creato un movimento, En Marche!, che funziona come un partito e alle legislative si presenterà con forza. Come la France insoumise è un nuovo partito di sinistra, En Marche! è un nuovo partito di destra. Macron è stato ministro dell'Economia di Hollande, rappresenta la continuazione delle politiche europee cui siamo abituati. È giovane, ma questa non è una dote in sé. Fa un po' pensare a Renzi".


Racconterebbe queste elezioni in un film?
"Penso di averlo già fatto in passato. In 'Marius e Jeannette' del 1997 un personaggio per una volta nella vita vota FN. In 'La ville est tranquille' (2001, ndr), di cui la prima fu a Torino al Cinema Massimo, un personaggio che ha fatto la Resistenza smette di votare. E nel nuovo film 'La villa', che uscirà a novembre in Francia, si parla di tutto questo in modo metaforico. È la storia di tre fratelli per cui l'arrivo di tre piccoli profughi è un nuovo inizio. Credo davvero che questo flusso di migranti smuoverà anche il nostro mondo in senso positivo".
 

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