Il fratello del siriano suicida: Radicalizzato da imam di Berlino
Secondo il giovane gli avrebbero "fatto il lavaggio del cervello"

Il giovane rifugiato siriano Jaber Albakr sospettato di avere pianificato un attacco all'aeroporto di Berlino, ritrovato impiccato in carcere a Lipsia mercoledì, aveva mostrato segni di radicalizzazione in Germania, postando online video jihadisti, e si era poi recato quest'anno in Siria nella città di Idlib controllata dagli islamisti. A raccontarlo a Reuters, in un'intervista telefonica dal villaggio di Sa'sa' a sudovest di Damasco, è il fratello di Jaber, Alaa Albakr, secondo il quale il giovane sarebbe stato radicalizzato da alcuni imam a Berlino, che gli avrebbero "fatto il lavaggio del cervello" facendolo poi tornare nel suo Paese per la jihad. Alaa Albakr racconta a Reuters che il fratello gli aveva detto che andava in Siria per fare il volontario con i soccorritori, ma lui pensa che in realtà sia tornato appunto a seguito della radicalizzazione. "È andato in Turchia sette mesi fa e ha trascorso due mesi in Siria. Ci ha chiamati e ci ha detto 'Farò il volontario con i Caschi bianchi a Idlib'". Incalzato affinché dicesse se il fratello si era unito a gruppi militanti islamisti in Siria, Alaa Albakr ha detto di non potere né confermare né negare. Idlib, vicino al confine con la Turchia, è una roccaforte di gruppi ribelli fra cui Jabhat Fateh al-Sham, precedentemente noto come Fronte Nusra.

Alaa racconta che Jaber era un musulmano devoto, che voleva frequentare l'università. Reuters ha identificato Alaa Albakr tramite una foto pubblicata sul suo profilo Facebook che mostrava suo fratello in posa di fronte a una fila di case chiaramente in Germania. Jaber Albakr aveva un profilo Facebook sotto il nickname di Jaber Abou Hayyan e i due account risultano legati. Inoltre Alaa Albakr ha inviato a Reuters delle foto che mostrano i fratello sorridente mentre andava in bicicletta o in posa con un sombrero vicino a un fiume in Germania.
 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata