Il cimitero nel Mediterraneo: 890 migranti morti in 10 giorni
La denuncia della Federazione internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa

La serie di naufragi degli ultimi dieci giorni nel mar Mediterraneo ha causato la morte di 890 migranti. Lo ha annunciato la Federazione internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (Ifrc) dichiarando che questo tratto di mare si sta trasformando in un 'cimitero'. "Siamo in un periodo di dolore e di vergogna. Dolore per le madri, i padri e i figli che sono morti, e vergogna perché questo accade davanti agli occhi dell'Europa", ha lamentato il segretario generale della Ifrc, Elhadj Come Sy. In totale, 1.086 persone sono scomparse o sono annegati nelle acque del Mediterraneo nel mese di maggio, dati che però non scoraggiano centinaia di migranti che ogni giorno tentano l'attraversata dalle coste del Nord Africa all'Italia e Grecia.

 

"Ancora una volta chiediamo ai governi di creare percorsi sicuri per le persone che cercano asilo. Le soluzione a questa crisi devono rispettare la nostra comune umanità", ha esortato Sy. L'appello arriva dopo che venerdì almeno 117 corpi di migranti, tra cui 81 donne e bambini, sono stati trovati lungo un tratto di costa libica, vicino alla città di Zuwara. Nell'Egeo, invece, sono circa 340 i migranti tratti in salvo dalla guardia costiera greca al largo dell'isola di Creta, dove un barcone con a bordo presumibilmente 700 persone è affondato: quattro corpi sono già stati recuperati, ma centinaia di rifugiati mancano ancora all'appello. 

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