Hong Kong, polizia difende uso lacrimogeni e chiede stop proteste

Hong Kong, 29 set. (LaPresse/AP) - La polizia di Hong Kong ha difeso l'utilizzo dei gas lacrimogeni e altre tattiche per controllare le proteste che hanno paralizzato il distretto finanziario della città, chiedendo ai manifestanti di fermare le loro proteste, per il bene della sicurezza e della stabilità. La folla intanto è aumentata questa sera (ora locale), perché le persone uscite dal lavoro si sono unite agli studenti accampati sulle strade principali vicino alla sede del governo e in diverse altre parti della città. La polizia in uniforme ha allestito barriere ed è rimasta vigile, impedendo l'accesso ad alcuni palazzi, ma non è intervenuta in altro modo.

Le forze dell'ordine hanno riferito di aver usato 87 candelotti di gas lacrimogeni ieri, in quella che hanno definito una risposta necessaria ma contenuta ai tentativi dei manifestanti di sfondare cordoni e barriere. Quarantuno persone sono rimaste ferite, ha fatto sapere la polizia, e tra loro ci sono 12 agenti. "Le linee dei cordoni della polizia sono state pesantemente attaccate, da alcuni manifestanti violenti. Così gli agenti hanno dovuto usare una minima forza per assicurare la distanza in quel momento tra i manifestanti e anche la polizia", ha detto ai giornalisti Cheung Tak-keung, assistente commissario di polizia.

I dimostranti hanno indossato mantelle per la pioggia, mascherine chirurgiche e occhiali, hanno coperto testa e occhiali con la plastica e hanno usato ombrelli per ripararsi dai gas lacrimogeni. Ogni volta i manifestanti sono fuggiti ma poi sono tornati. Nella tarda domenica la polizia antisommossa si è ritirata e il capo dell'esecutivo di Hong Kong, Leung Chun-ying, ha lanciato un appello al pubblico chiedendo a tutti di tornare a casa e smettere di bloccare il traffico. A Caolun la folla ha bloccato un importante incrocio. I giovani si sono arrampicati sulle uscite della metropolitana.

Mentre molti residenti di Hong Kong sostengono la richiesta di più democrazia, soprannonimata "la rivoluzione degli ombrelli", i disordini preoccupano altri abitanti. "Non sono assolutamente d'accordo con i manifestanti", ha detto una donna anziana che ha fornito solo il suo soprannome, Chan. "Chi di noi è venuto in città 60 o 70 anni fa non aveva nulla, e abbiamo lavorato e sofferto così tanto per rendere Hong Kong la città ricca che è adesso. E ora i manifestanti hanno reso la nostra società instabile. Per me, poter mangiare e dormire è già un lusso. Non ho bisogno della democrazia. Cosa vuol dire?", ha spiegato.

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