Hong Kong, la Cina controlla media: censurate le notizie di proteste

Pechino (Cina), 30 set. (LaPresse/AP) - Giro di vite della Cina sulle notizie da Hong Kong. Il governo di Pechino ha tagliato dalle televisioni tutte le notizie sulle proteste pro-democrazia: nessuna immagine degli scontri di piazza è apparso nei media controllati dallo Stato, ed almeno un uomo è stato arrestato per aver tentato di raccontare l'evento. Per contro, i media di Hong Kong stanno trasmettendo senza sosta, mostrando gli studenti disarmati mentre si difendono da gas lacrimogeni e spray al peperoncino con ombrelli.

A Hong Kong, le emittenti Now e Cable tv hanno condotto la copertura totale degli avvenimenti in corso, tra cui l'assalto dei leader studenteschi nella sede del governo venerdì e gli scontri con la polizia durante il fine settimana.

Il quotidiano pro-democrazia di Hong Kong, il popolare Apple Daily, sta riprendendo la folla riunita con un drone e sta trasmettendo le immagini in una lunga diretta su internet. Pechino chiaramente non ha gradito la copertura dei media della regione semiautonoma, ma mentre Hong Kong gode appunto di libertà civili inedite nel Paese grazie all'accordo "un Paese, due sistemi, la situazione è molto diversa nei media ufficiali di Pechino, attraverso i quali le autorità possono controllare in gran parte il racconto su eventuali focolai di disordini. La copertura delle proteste di Hong Kong è stato confinata alla lettura nelle televisioni di brevi dichiarazioni senza video e di testo sui quotidiano senza foto. Gli articoli parlano per lo più di proteste illegali e degli sforzi delle autorità per disperdere i manifestanti. Il China Media Project di Hong Kong ha contato solo nove articoli nei giornali cinesi di oggi sulle proteste, sei dei quali derivanti da un comunicato stampa da parte dell'agenzia di Stato cinese Xinhua. Gli altri tre pezzi apparsi sul quotidiano nazionalista Global Times, hanno definito le proteste illegali, distruttive dell'ordine sociale e dannose per l'economia.

Alcune immagini dalle strade di Hong Kong sono arrivate ugualmente nella terraferma tramite servizi di messaggistica cellulare. Molti utenti hanno trasformato le parole in immagini per evitare di avere il testo tracciato. Tuttavia, alcuni manifestanti si lamentano di essere stati cancellati, anche in chat private con gli amici. L'attivista Wang Long di Shenzhen, che ha ripubblicato le notizie sulle proteste grazie al servizio di messaggistica istantanea WeChat, è stato arrestato ieri dalla polizia con l'accusa di causare guai, secondo quanto riferito dal legale Fan Biaowen.

I controlli cinesi sono stati in gran parte efficaci. "La maggior parte del pubblico cinese non sa cosa sta succedendo a Hong Kong. Solo pochi conoscono il motivo delle proteste", ha spiegato il professore di giornalismo di Pechino Zhan Jiang.

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