Hong Kong, alta tensione per la nuova legge pro Pechino
Hong Kong, alta tensione per la nuova legge pro Pechino

Le nuove norme di sicurezza nazionale sollevano nuove proteste: violazione del modello 'un paese, due sistemi'. Gli USA: campana a morto per democrazia 

I legislatori pro-democrazia di Hong Kong hanno fortemente criticato la mossa della Cina per implementare la nuova legge di sicurezza nazionale nel territorio semi-autonomo, dicendo che va contro il modello 'un paese, due sistemi'. Il disegno di legge proposto, presentato oggi, giorno di apertura del Congresso nazionale cinese, mira a vietare le attività di opposizione, nonché le interferenze straniere e il terrorismo. La proposta di legge arriva dopo mesi di manifestazioni a favore della democrazia che sono sfociate in scontri violenti tra polizia e manifestanti. Il disegno di legge, uno degli argomenti più controversi all'ordine del giorno del Congresso nazionale del popolo da anni, ha suscitato forti reazioni e rimproveri da parte del governo degli Stati Uniti e dei gruppi che difendono i diritti umani. Pechino sembra comunque determinata ad affermare un maggiore controllo su Hong Kong e limitare l'attività dell'opposizione a seguito delle proteste dell'anno scorso.
 

 "La decisione di aggirare i consolidati processi legislativi di Hong Kong e ignorare la volontà del popolo di Hong Kong sarebbe una 'campana a morto' per l'alto grado di autonomia che Pechino ha promesso a Hong Kong in base alla Dichiarazione congiunta sino-britannica, un accordo depositato dalle Nazioni Unite". Detta in una nota il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, in merito alla nuova legge. "Gli Stati Uniti condannano la proposta del Congresso nazionale popolare della Repubblica popolare cinese (Rpc) di imporre unilateralmente e arbitrariamente la legislazione sulla sicurezza nazionale a Hong Kong", ha aggiunto Pompeo.

 Ferma la posizione di Pechino. Il ministero degli Esteri cinese ha affermato che Hong Kong è affare interno della Cina e che "nessun Paese straniero ha il diritto di intervenire". "Il governo cinese - ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri, Zhao Lijian, nel briefing giornaliero - è determinato a salvaguardare la sovranità nazionale, la sicurezza e gli interessi di sviluppo, seguendo la politica di 'un paese, due sistemi' e opponendosi a qualsiasi interferenza esterna negli affari di Hong Kong".
 

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