Hollande: Lotta a paradisi fiscali, da lunedì pubblici patrimoni ministri

Parigi (Francia), 10 apr. (LaPresse/AP) - "Ho deciso di creare una procura finanziaria, con un procuratore specializzato, che abbia competenza nazionale per agire sui reati di corruzione e frode fiscale. Condurrà tutte le inchieste. Un ufficio centrale di lotta alla frode e alla corruzione saranno costituiti per raggruppare i mezzi che esistono già". È l'annuncio dato oggi in diretta televisiva dal presidente francese François Hollande, a pochi giorni dallo scandalo che ha travolto l'ex ministro al Bilancio Jerome Cahuzac, che ha confessato di avere avuto un conto bancario in Svizzera e si è dimesso dall'incarico.

"I paradisi fiscali devono scomparire dall'Europa e nel mondo", ha aggiunto Hollande, il quale ha poi annunciato che "da lunedì saranno rese pubbliche le dichiarazioni patrimoniali di tutti i membri del governo". Le nuove regole stabilite dal governo si applicheranno a tutti i deputati e ai ministri. Al momento in Francia solo il presidente è obbligato a rendere note pubblicamente le sue finanze, mentre gli altri funzionari del governo presentano i resoconti a commissioni che non hanno poteri di indagine.

Intanto lo scandalo sui conti offshore si allarga. Secondo quanto riporta La Monde, sarebbe coinvolto anche l'ex presidente del Fronte nazionale francese, Jean-Marie Le Pen. Il sito del quotidiano riporta questa mattina un'inchiesta di Mediapart secondo cui il tesoriere di le Pen avrebbe usato i servizi di due società offshore: la Overseas Property Services Limited di Gibilterra e la Hadret Al-Raiss di Panama. Il tesoriere, che fa l'editore e si chiama Jean-Pierre Mouchard, è un vecchio amico di Le Pen. Negli anni Novanta, scrive Le Monde, effettuò bonifici internazionali attraverso la Overseas Property Services Limited a favore di una delle sue case editrici francesi, Magellan, che era in dissesto. Nel 1981 lo stesso Mouchard aprì un conto presso Ubs a favore di Jean-Marie Le Pen, sul quale transitarono circa 2 milioni di franchi (intorno ai 300mila euro) tra giugno 1984 e aprile 1986.

A difesa di Le Pen è subito accorsa la figlia Marine, attuale leader del movimento di estrema destra francese. Il conto, afferma, appartiene a Mouchard e non ha nulla a che fare col Fronte nazionale. "Da quanto ne so - spiega - questo conto era perfettamente legale e dichiarato".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata