Grecia, medici: In fin di vita anarchico detenuto in sciopero fame

Atene (Grecia), 10 lug. (LaPresse/AP) - Kostas Sakkas, 29enne anarchico greco detenuto e in sciopero della fame, è in "fin di vita". Lo ha fatto sapere un medico che si occupa dell'attivista, chiedendo al tempo stesso al governo di permettere il suo rilascio dal carcere. Sakkas ha iniziato lo sciopero della fame il 4 giugno e attualmente è ricoverato in un ospedale di Atene, dove è sorvegliato dalla polizia. Il giovane era stato arrestato nel 2010 per accuse di terrorismo, ma è rimasto in custodia in attesa del processo oltre il limite di 18 mesi stabilito dalla Costituzione greca. Sakkas respinge tutte le accuse che sono state formulate nei suoi confronti. I suoi sostenitori, tra cui noti politici e professori universitari, hanno fatto sapere che la settimana prossima inizieranno a loro volta uno sciopero della fame se l'uomo non sarà rilasciato.

Thanassis Karabellis, membro del team di medici nominati dalla famiglia di Sakkas per occuparsi del ragazzo, ha avvertito che il giovane potrebbe morire in qualsiasi momento. "Sono consapevole - ha sottolineato Karabellis - di quello che sto dicendo. Kostas Sakkas è nella fase finale dello sciopero della fame". Il caso dell'anarchico ha scatenato un acceso dibattito tra il governo conservatore e la sinistra all'opposizione in Grecia, in un'atmosfera politica già difficile a causa della crisi finanziaria. Nei giorni scorsi il partito di sinistra Syriza ha chiesto all'Unione europea di intervenire e chiedere il rilascio di Sakkas, mentre Nuova democrazia del premier Antonis Samaras ha accusato gli oppositori di "identificarsi con un uomo sospettato di terrorismo".

Il 29enne è accusato di essere membro del gruppo anarchico militante Cospirazione dei nuclei di fuoco (Spf), responsabile di diversi attacchi con bombe incendiare ad Atene e Salonicco, nonché di aver inviato nel 2010 pacchi bomba alle sedi di diverse ambasciate straniere e all'ufficio della cancelliera tedesca Angela Merkel. Domani una commissione di giudici si incontrerà per valutare il suo rilascio.

"Voglio aiutare a mantenere vivo questo ragazzo", ha detto Ioanna Kondouli del partito Verdi ecologisti dopo aver annunciato che si unirà allo sciopero della fame di protesta. "Considero questo caso una disgrazia, è una cosa vergognosa. Se lui non ce la farà, non so come riusciranno a dormire le persone che restano indifferenti. Voglio sostenere questo sforzo perché se questa vita non verrà salvata, non potremo guardarci negli occhi uno all'altro per tanto tempo", ha aggiunto Kondouli. Le autorità greche hanno giustificato la continua reclusione di Sakkas con il fatto che nel 2010, 2011 e 2012 sono state formulate nei confronti dell'uomo diverse accuse relative al terrorismo. La Costituzione greca stabilisce tuttavia che "è vietato superare il limite massimo di detenzione in attesa di processo applicando questo limite ad azioni separate nell'ambito dello stesso caso". Diversi gruppi per i diritti umani, tra cui Human Rights Watch, hanno messo in dubbio la legalità della detenzione di Sakkas.

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