Grecia, bomba esplode in centro commerciale ad Atene: 2 feriti lievi

Atene (Grecia), 20 gen. (LaPresse/AP) - Una bomba è esplosa in un centro commerciale ad Atene, in Grecia, e due guardie di sicurezza sono rimaste leggermente ferite. Lo riferiscono fonti di polizia, precisando che due telefonate di avvertimento erano state fatte ai media locali circa 50 minuti prima dell'esplosione e che gli agenti avevano proceduto all'evacuazione di circa 200 persone. Il centro commerciale si trova nel sobborgo di Maroussi, nella zona nord della capitale greca. Domenica i negozi all'interno del complesso sono chiusi, ma caffetterie, ristoranti e cinema sono aperti.

I FERITI DIMESSI DALL'OSPEDALE, DANNI LIEVI AI NEGOZI. L'ordigno è esploso circa 20 minuti prima del previsto inizio delle proiezioni di alcuni film nei cinema, alcuni per bambini. Si pensa che fosse stato posizionato in un cestino della spazzatura, due piani sotto caffetterie e locali. L'esplosione ha provocato danni di lieve entità ai negozi. Le due guardie ferite sono state trasportate in un ospedale vicino e dimesse poco dopo, riferiscono alcune tv locali. L'attentato non è stato rivendicato.

GLI SPARI CONTRO LA SEDE DI NUOVA DEMOCRAZIA. In Grecia da decenni sono attivi piccoli gruppi armati, che solitamente posizionano ordigni a tarda notte davanti a sportelli bancomat, concessionari di automobili e uffici di società straniere. Sono stati invece rari finora gli attentati in luoghi pubblici durante il giorno. La polizia sta verificando se l'attacco possa essere stato compiuto dagli stessi responsabili degli spari dello scorso 14 gennaio contro la sede del partito conservatore Nuova democrazia. In quel caso non ci furono feriti, ma uno dei proiettili esplosi con un fucile d'assalto riuscì a entrare nell'ufficio usato talvolta dal primo ministro Antonis Samaras. Per l'episodio non è arrivata nessuna rivendicazione.

GLI ALTRI PRECEDENTI. Quello di lunedì 14 era stato l'ultimo di una serie di attacchi che si sono susseguiti nelle ultime settimane dopo i recenti sgomberi di anarchici che avevano compiuto occupazioni abusive. Agli sgomberi sono seguiti infatti attacchi con bombe incendiarie contro le case di cinque noti giornalisti e sedi locali dei partiti che fanno parte del governo di coalizione. Le aggressioni sono state rivendicate da piccoli gruppi anarchici, che accusano i loro obiettivi di essere asserviti all'establishment. Lo scorso fine settimana, inoltre, degli sconosciuti hanno attaccato la casa del fratello del portavoce del governo, Simos Kedikoglou, rompendo la porta con una mazza e lanciando all'interno una bomba incendiaria.

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