Governo Usa controlla telefonate di milioni utenti

Londra (Regno Unito), 6 giu. (LaPresse) - Nuova bufera sulla Casa Bianca. Un articolo pubblicato questa mattina dal quotidiano britannico Guardian denuncia infatti che l'Agenzia di sicurezza nazionale Usa (Nsa) sta raccogliendo dati relativi alle telefonate di milioni di utenti statunitensi, clienti della compagnia di telecomunicazioni Verizon. Il Guardian precisa che Verizon è stata obbligata a consegnare le informazioni con un ordine del tribunale emesso ad aprile scorso.

CASA BIANCA: UTILE A DIFENDERE PAESE. Per ora l'amministrazione Obama non ha confermato ufficialmente la notizia, ma un funzionario della Casa Bianca rimasto anonimo ha difeso la pratica. Queste informazioni, spiega, sono "uno strumento fondamentale per proteggere la nazione dagli attacchi terroristici". E in ogni caso, sottolinea, l'ordine di cui parla l'articolo "non permette al governo di ascoltare le chiamate telefoniche di nessuno".

FORNIRE DATI IN MANIERA CONTINUATIVA. La decisione, di cui il Guardian ha ricevuto una copia, stabilisce che Verizon deve fornire alla Nsa "in maniera continuativa, quotidianamente" i dati relativi a tutte le chiamate effettuate attraverso i suoi sistemi, sia domestiche che tra gli Stati Uniti e altri Paesi. A emettere l'ordine è stato lo scorso 25 aprile il giudice Roger Vinson della Corte per la sorveglianza dell'intelligence estera (Fisa), offrendo all'Fbi un diritto illimitato di ottenere i dati relativi al periodo di tre mesi che terminerà il 19 luglio prossimo.

NESSUN CONTROLLO SU CONTENUTI. Secondo il documento, all'amministrazione vengono forniti i numeri di telefono delle due parti della chiamata, dati sulla localizzazione, l'ora e la durata della chiamata, ma non i suoi contenuti. Il tribunale ha vietato a Verizon di rivelare pubblicamente la richiesta dell'Fbi e l'esistenza del documento e un portavoce della compagnia, Ed McFadden, si è rifiutato di commentare. Prima di pubblicare l'articolo, il Guardian spiega di aver contattato Nsa, Casa Bianca e dipartimento della Giustizia, ma tutti i funzionari hanno rifiutato di commentare.

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