Gli incendi più gravi del secolo in Europa
Dal rogo in Francia del 1948 a quello in Portogallo del 2017. Brucia la Grecia: già 50 morti

Ogni estate in Europa il caldo causa gravissimi incendi. Quest'anno tocca alla Grecia, dove vicino ad Atene sono già oltre 50 i morti provocati dai vasti incendi in corso. Ecco una panoramica dei roghi più gravi nel Vecchio continente nel corso dell'ultimo secolo.

Portogallo: settantaquattro persone sono rimaste uccise nell'incendio più letale nella storia del Paese a giugno 2017. Il fuoco è divampato per cinque giorni nella regione centrale di Leiria, al culmine di un'ondata di caldo estivo. Molte delle vittime sono morte nelle loro automobili mentre cercavano di scappare. Venti violenti hanno alimentato gli incendi, devastando circa 460 chilometri quadrati di colline ricoperte di pini e eucalipti. Ma già nel 2003 il Portogallo aveva visto morire 20 persone e bruciare 4.250 chilometri quadrati di superficie tra luglio e settembre. E ancora prima, nel 1966, un incendio nella foresta di Sintra, a ovest di Lisbona, aveva ucciso 25 soldati che stavano lottando contro le fiamme;

Siberia: nell'aprile del 2015 trentaquattro persone sono morte nella regione sudorientale della Khakassia, in un incendio che ha ucciso anche centinaia di bovini e migliaia di pecore. Le fiamme, che arrivarono fino alla Mongolia e al confine con la Cina, distrussero 2mila case e 10mila chilometri quadrati di terreni. Cinque anni prima, nel 2010, vaste aree della Russia occidentale furono devastate dalle fiamme per settimane a causa di un'ondata di caldo e una siccità senza precedenti. Tra luglio e agosto del 2010 bruciarono 10mila chilometri quadrati di foresta, torbiere e sterpaglie, con interi villaggi distrutti. Alcuni degli incendi erano pericolosamente vicini al centro di ricerca nucleare di Sarov;

Grecia: prima di oggi, già ad agosto 2007 la Grecia fu colpita da violenti incendi durante i quali morirono 77 persone. Oltre 2.500 chilometri quadrati di terreni nel Peloponneso meridionale e nell'isola di Eubea, a nord-est di Atene, vennero distrutti. Le fiamme imperversarono per circa 12 giorni, ma la maggior parte delle vittime morirono nei primi giorni, intrappolate nei villaggi isolati dalle fiamme. Molti ignorarono l'ordine di evacuazione;

Francia: nell'agosto del 1948 ottantadue persone morirono nella regione del Landes sudoccidentale. Le vittime - pompieri, volontari e militari - rimasero bloccate da una palla di fuoco dopo un repentino cambio di rotta dei venti. 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata