Giornata contro l'omofobia. Ricerca Ue: 25% aggredito, 60% si nasconde

L'Aia (Olanda), 17 mag. (LaPresse) - Più dell'80% delle persone gay, lesbiche, bisessuali o transessuali ha subito abusi verbali o è stato vittima di bullismo a scuola, oltre il 25% è stato aggredito o minacciato di recente e il 60% non si mostra in pubblico mano nella mano con il partner per paura di essere attaccato o molestato. Sono i risultati di un sondaggio condotto dall'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (Fra), presentati a una conferenza all'Aia nella Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia. Morten Kjaerum, dell'agenzia, ha chiesto che l'Ue agisca in fretta contro le discriminazioni e le violenze, per "abbattere le barriere, eliminare l'odio e creare una società in cui tutti possano godere pienamente dei propri diritti". Quella pubblicata oggi è la "più grande raccolta di informazioni empiriche del suo genere realizzata in Europa fino ad oggi", intervistando 93mila persone Lgbt in Ue e Croazia, si legge nel dossier di presentazione.

LE DISCRIMINAZIONI. Circa il 50% ha detto di essere stato discriminato o molestato per motivi di orientamento sessuale nell'ultimo anno. La situazione è più difficile per lesbiche (55%), giovani tra 18 e 24 anni (57%) e persone a basso reddito (52%). Tra chi cercava lavoro o era già impiegato, il 25% ha detto di essersi sentito discriminato, con percentuale ancora maggiore tra i transgender, almeno il 60%. In tutti i Paesi considerati, ancora oltre il 60% ha assistito a commenti o comportamenti negativi contro una persona Lgbt sul luogo di lavoro.

BULLISMO. Almeno il 60% degli intervistati che non avevano ancora 18 anni ha detto di dissimulare o nascondere la propria identità Lgbt. La stessa percentuale è stata direttamente oggetto di bullismo a scuola, mentre l'80% in ciascun Paese ha assistito a comportamenti o commenti negativi. Ancora oltre il 60% ha dissimulato o nascosto di essere Lgbt a scuola, soprattutto ragazzi gay e bisessuali.

CRIMINI DI ODIO. Negli ultimi cinque anni, il 26% degli intervistati è stato vittima di atti di violenza o di minacce, dato che sale al 35% tra i transgender. Di quanti hanno subito violenze nel corso dell'anno precedente, il 59% ha detto che l'ultimo episodio si è verificato a causa dell'identità di genere o sessuale. Gli incidenti si sono svolti all'aperto e in luoghi pubblici, commessi generalmente da persone di sesso maschile che la vittima non conosceva. Un 7%, però, è stato attribuito a un familiare o da un parente.

IL MODO DI VIVERE. Se il 48% degli intervistati è sincero sulla propria identità Lgbt con la famiglia, il 28% non la rivela a nessuno o quasi, e solo il 21% ne parla a colleghi di lavoro o compagni di scuola. Oltre il 60% evita di mostrarsi in pubblico mano nella mano con il partner per il timore di essere aggredito o molestato, dato che sale al 75% tra uomini gay e bisessuali. Il 50% evita del tutto determinati luoghi per paura di violenze, in particolare trasporti pubblici, strade e altri edifici pubblici.

SFIDUCIA NELLA GIUSTIZIA. Le persone Lgbt non si fidano della giustizia e di rado denunciano le discriminazioni perché convinte che non cambierà nulla (60%) o perché non sanno come o dove segnalare gli incidenti (30%). E solo il 22% delle violenza più gravi è stato segnalato alla polizia. Quasi la metà degli intervistati ha infatti detto di non aver denunciato reati generati dall'odio perché credeva che la polizia non avrebbe fatto nulla.

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