Gilet gialli, scontri in varie città: quasi 2mila fermi in tutta la Francia

Disordini a Marsiglia, Bordeaux, Lione e Tolosa, durante il quarto fine settimana di proteste

L'attesa è massima per il discorso del presidente francese Emmanuel Macron dopo il 'IV atto' della protesta dei gilet gialli, il quarto sabato di scontri e devastazioni che ha portato a quasi 2mila arresti in tutto il Paese, oltre 1.700 in custodia, più della metà solo a Parigi.

Intanto, il capo dell'Eliseo avrebbe iniziato a fare mea culpa, stando alle indiscrezioni di Le Parisien, e venerdì scorso incontrando alcuni sindaci avrebbe ammesso di aver fatto delle "conneries", delle cazzate. Il limite di velocità a 80 km/h, per esempio, ma soprattutto "ci sono troppe imposte, troppe tasse, troppe fiscalità".

Il discorso alla nazione sarà lunedì alle 20, dopo una giornata di incontri, a partire, in mattinata, da cinque sindacati rappresentativi (Cgt, Cfdt, Fo, Cfe-Cge e Cftc) e tre organizzazioni di datori di lavoro (Medef, Cpme e U2P), oltre che con i presidenti del Senato, dell'Assemblea nazionale e del Consiglio economico, sociale e ambientale (Cese), verosimilmente per presentare gli interventi che poi annuncerà. "Misure concrete" e "immediate", secondo il ministro del Lavoro, Muriel Pénicaud.

Anche perché, secondo la Confederazione delle piccole e medie imprese (Cpme), a causa delle proteste dei gilet gialli potrebbero esserci perdite complessive per 10 miliardi di euro. Ne risente anche una voce come il turismo: per il raggruppamento nazionale delle catene alberghiere, le prenotazioni di fine anno sono diminuite di almeno il 10%. "Una catastrofe per il commercio, una catastrofe per la nostra economia", rimarca il ministro dell'Economia, Bruno Le Maire.

Da Macron il governo stesso, in questo momento di crisi della République, si aspetta "parole forti" e di rinnovare il dialogo, perché la democrazia è "fragile", ammette il ministro degli Esteri, Jean-Yves Le Drian, mentre il segretario di Stato per le relazioni con il Parlamento, Marc Fesneau, spera che "il presidente della Repubblica riesca a riunire il suo popolo", toccando il cuore dei francesi, sempre più disaffezionati, stando ai sondaggi.

Il fronte è invece unito contro gli attacchi esterni, e mentre l'intelligence indaga sull'eventuale ruolo di social network stranieri nell'amplificare la protesta, Le Drian risponde ai tweet di sabato di Donald Trump a sostegno delle rivendicazioni dei gilet gialli e contro l'accordo sul clima di Parigi. "Non ci occupiamo della politica interna americana e vogliamo che sia reciproco", l'affondo del ministro degli Esteri, "dico questo a Donald Trump e anche il presidente francese dice: lasciate stare la nostra nazione". 

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