Giappone spegne ultimo reattore, prima volta senza nucleare da 1966

Tokyo (Giappone), 5 mag. (LaPresse/AP) - Migliaia di persone sono scese in piazza a Tokyo per festeggiare lo spegnimento dell'ultimo dei cinquana reattori nucleari del Giappone, che rimanecosì senza energia nucleare per la prima volta dal 1966. A essere chiuso è uno dei tre reattori della centrale di Tomari, nell'isola settentrionale di Hakkaido. Lo spegnimento graduale è iniziato attorno alle 17 ora locale (le 10 in Italia) e si concluderà definitivamente alle 23 (le 16 ora italiana). Si tratta solo dell'ultima di una lunga serie di chiusure seguite al disastro di Fukushima.

"Oggi è un giorno storico", ha commentato Masashi Ishikawa davanti alla folla riunita per festeggiare a Tokyo, circa 5.500 persone. Molti dei partecipanti alla manifestazione sventolano il tradizionale 'Koinobori', vessillo a forma di carpa, usanza tipica della Festa dei bambini che si celebra oggi, ma che è anche divenuto simbolo del movimento anti-nucleare. "Ci sono così tante centrali, ma oggi non ne funziona più nemmeno uno. Ed è grazie ai nostri sforzi", ha continuato Ishikawa.

Dopo il disastro dell'11 marzo 2011, nessuno dei reattori spenti per controlli è stato più riattivato. Il governo ha chiesto infatti nuovi test sulla resistenza a terremoti e tsunami, e necessita dell'approvazione dei residenti per far partire nuovamente le attività delle centrali. Alcuni rappresentanti del governo vorrebbero che almeno alcuni reattori tornassero in funzione, ricordando il rischio di possibili mancanze dell'energia elettrica nei periodi più caldi dell'anno e dell'aumento delle emissioni, visto che ora il Giappone si sta affidando princiaplmente a energia prodotta da petrolio e gas. Prima della crisi di Fukushima, il Paese asiatico contava sul nucleare per un terzo dell'energia totale prodotta.

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