Giappone, quotidiano si scusa per uso termine 'schiave sessuali'

Tokyo (Giappone), 28 nov. (LaPresse/AP) - Il quotidiano giapponese Yomiuri si è scusato per aver usato nella sua edizione in lingua inglese il termine 'schiave sessuali' in riferimento alle donne asiatiche costrette a lavorare come prostitute per i soldati giapponesi durante la seconda guerra mondiale. Il giornale ha affermato in articoli pubblicati oggi in inglese e in giapponese che era stato inopportuno usare questa e altre espressioni che suggeriscono che le donne fossero state costrette a prostituirsi. Yomiuri ha identificato 85 articoli con il termine 'schiave sessuali' o simili pubblicati tra il 1992 e il 2013.

Attivisti di destra stanno protestando da tempo contro l'uso dell'espressione, affermando che le donne fossero delle volontarie. Un'indagine governativa condotta all'inizio degli anni '90 stabilì che molte delle cosiddette 'donne di conforto', come sono note ufficialmente, "furono reclutate contro la loro volontà" e "vivevano in povertà in cosiddette stazioni di conforto in un clima di coercizione". Gli investigatori non hanno tuttavia trovato prove né documenti ufficiali per confermarlo e i conservatori hanno sfruttato le lacune per promuovere la tesi secondo cui le donne erano volontarie. La campagna degli attivisti di destra ha provocato tensioni con la Corea del Sud, Paese dal quale provenivano molte delle donne.

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