Giappone pensa a chiusura reattori nucleari dopo 40 anni di vita

Tokyo (Giappone), 7 gen. (LaPresse/AP) - Il governo giapponese ha fatto sapere di voler introdurre nei prossimi mesi una legge che imporrebbe la chiusura dei reattori nucleari dopo quarant'anni di vita. Una misura volta a migliorare la sicurezza dopo la crisi nucleare di Fukushima, seguita al terremoto e allo tsunami dell'11 marzo 2011. Le legge, spiegano i media nazionali, includerà comunque delle scappatoie per permettere che alcuni vecchi reattori continuino a funzionare se la loro sicurezza sarà confermata da test.

Le preoccupazioni sull'età dei reattori stanno aumentando in Giappone, anche perché tre delle unità dell'impianto di Fukushima, nel nordest, dove si è verificata la fusione, sono stati costruiti a partire dal 1967. Tra gli altri reattori che hanno almeno quarant'anni ci sono quelli di Tsuruga e Mihama nel centro del Paese, costruiti a partire dal 1970. Diversi altri reattori, tra i 54 attivi, raggiungeranno i quarant'anni di vita tra non molti anni.

La legge proposta dal governo potrebbe essere simile a quella in vigore negli Stati Uniti, che garantisce una licenza di quarant'anni per i reattori e permette un'estensione di altri vent'anni. Attualmente il Giappone non ha un limite sugli anni di operatività delle centrali. Prima della crisi di Fukushima, il Paese aveva previsto un'espansione dell'energia nucleare, ma da allora il governo ha ordinato che i reattori siano sottoposti a ispezioni di routine e ha frenato le volontà di aumentare il numero delle centrali.

Nel caso in cui le restrizioni saranno confermate, scrive oggi il giornale Asahi, il Giappone dovrà affrontare un taglio dell'energia elettrica, anche perché 18 reattori potrebbero essere costretti a chiudere entro il 2020 e altri 18 entro il 2030. Benché sia più facile che l'incapacità della centrale di Fukushima di resistere al terremoto e allo tsunami di marzo scorso sia stata data dalla posizione e dai problemi all'impianto elettrico, molti critici hanno fatto notare che segni di deterioramento dovuti all'anzianità dell'impianto, come crepe nelle tubature e nei muri, abbiano peggiorato la situazione. Il governo di Tokyo ha già comunque deciso di smantellare i sei rettori di Fukushima, operazione che richiederà però circa quattro decenni.

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