Gerusalemme, scontri in Cisgiordania e a Gaza: 4 morti e centinaia di feriti
Sale la tensione dopo la decisione di Trump di spostare l'ambasciata Usa in Israele. Nella notte i raid su Gaza hanno ucciso due membri di Hamas

Ancora scontri e feriti nelle proteste dei palestinesi contro la decisione del presidente Usa, Donald Trump, di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele. Il bilancio è di quattro morti e centinaia di feriti. Due delle vittime sono rimaste uccise negli scontri con i soldati israeliani nelle manifestazioni, mentre le altre due sono due membri di Hamas uccisi nei raid aerei compiuti da Israele su Gaza prima dell'alba, in risposta ai razzi lanciati dalla Striscia venerdì contro lo Stato ebraico.

PROTESTE MENO INTENSE RISPETTO AL 'VENERDì DELLA RABBIA'. Le proteste di oggi sono state meno intense rispetto ai due giorni precedenti, ma il bilancio dei feriti è comunque alto: oltre 150 stando a fonti sanitarie. In particolare, il portavoce del ministero della Sanità di Gaza, Ashraf Al-Qedra, ha riferito che 25 palestinesi sono rimasti feriti dall'uso di proiettili veri e hanno riportato intossicazioni dovute all'inalazione di gas lacrimogeni; per quanto riguarda Cisgiordania e a Gerusalemme Est, invece, la Mezzaluna rossa palestinese ha riferito di avere curato 140 feriti. I media israeliani, inoltre, riportano che due poliziotti israeliani sono rimasti feriti negli scontri a Gerusalemme Est. Qui poliziotti a cavallo e a piedi hanno usato la forza per disperdere una protesta, come è successo anche a Betlemme nei pressi della Tomba di Rachele, dove i soldati hanno esploso proiettili di gomma provocando decine di feriti. Stesse scene anche a nord di Ramallah. Secondo l'esercito, disordini si sono verificati in almeno 20 località in Cisgiordania.

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