Germania, al via colloqui per Grosse Koalition: Merkel ottimista
A tre mesi dalle elezioni del 24 settembre non c'è ancora un governo e la cancelliera spera in un accordo con la Spd di Martin Schulz

Al via in Germania i colloqui esplorativi per una nuova Grosse Koalition. A tre mesi dalle elezioni del 24 settembre non c'è ancora un governo e la cancelliera, Angela Merkel, spera di arrivare a una riedizione dell'alleanza fra il suo blocco conservatore (composto da Cdu e dalla branca bavarese Csu) e la Spd di Martin Schulz.

Merkel si è detta ottimista, al suo arrivo ai colloqui esplorativi apertisi oggi, ma anche consapevole del fatto che c'è molto lavoro da fare. Alla riunione partecipano anche Schulz e Seehofer. Se si chiariranno i nodi cruciali, si potrà passare entro marzo o aprile ai negoziati formali per una coalizione di governo. A dicembre Merkel aveva spiegato che la sua speranza era di concludere entro metà gennaio i colloqui esplorativi, in modo da passare appunto ai negoziati ufficiali.

"Arrivo a questi colloqui con ottimismo. Al tempo stesso però mi è chiaro che avremo una enorme quantità di lavoro davanti a noi nei prossimi giorni, ma vogliamo affrontarla e portare un buon risultato", ha detto Merkel arrivando per l'incontro al quartier generale della Spd a Berlino, la Willy Brandt Haus. "Penso che possiamo riuscire. Lavoreremo in modo molto rapido e intenso", ha aggiunto.

Seehofer, dal canto suo, si è detto determinato a raggiungere un accordo. Ma il socialdemocratico Schulz, pur dicendosi aperto, ha chiarito che intende ottenere concessioni chiave su riforme del welfare: "Non poniamo alcuna linea rossa, ma vogliamo che in Germania vengano applicate quante più politiche rosse possibile", ha dichiarato. Il riferimento è al colore rosso che tradizionalmente identifica la Spd. Che si arrivi a un accordo per una nuova Grosse Koalition (formula che è al governo dal 2013), però, non è scontato.

Nodi cruciali sono immigrazione e politiche fiscali. E la questione di migranti e richiedenti asilo è anche terreno di battaglia in vista delle elezioni regionali in programma in Baviera in autunno, in cui la Csu rischia di perdere la maggioranza assoluta. Nelle elezioni nazionali del 24 settembre i conservatori hanno ottenuto sì la maggioranza dei voti, ma riportando il peggior risultato del dopoguerra e perdendo notevolmente terreno a vantaggio dell'estrema destra xenofoba Alternativa per la Germania (AfD). Alle regionali non intendono rischiare, e per questo vorrebbero far valere una posizione più dura sull'immigrazione, per esempio con una riduzione dei sussidi economici ai richiedenti asilo o con l'imposizione di verifiche sui migranti che all'ingresso nel Paese si dichiarano minorenni.

Nel caso in cui l'intesa non si raggiungesse, le uniche alternative percorribili sarebbero un governo di minoranza o nuove elezioni. In entrambi i casi prospettive incerte. La situazione è paralizzata da dopo il voto di settembre: inizialmente Merkel ha percorso l'ipotesi di una coalizione Giamaica con Verdi e liberali della Fdp (il nome deriva dai colori che identificano i partiti, rispettivamente nero, verde e giallo). Anche quando questi colloqui sono crollati, il 20 novembre scorso, la Spd ribadì di non essere disponibiule a una nuova Grande coalizione. Le cose sono però cambiate quando il presidente della Repubblica, Frank-Walter Steinmeier, ha assunto un ruolo centrale di mediatore e, nel tentativo di evitare il ritorno alle urne, ha incontrato separatamente i leader dei principali partiti. All'indomani dell'incontro con Schulz è giunta l'apertura della Spd: ok a discutere con Merkel per un nuovo governo stabile. 

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