Gentiloni: Italia in prima linea contro mutilazioni genitali femminili

Roma, 6 feb. (LaPresse) - La lotta contro le mutilazioni genitali femminili è per l'Italia una tradizionale battaglia di civiltà. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, e lo riferisce in una nota la Farnesina. Oggi, in occasione della giornata internazionale della lotta contro le mutilazioni genitali femminili, sono previsti eventi all'Onu a New York e Ginevra: le rappresentanze permanenti d'Italia alle Nazioni Unite a New York e Ginevra co-organizzeranno rispettivamente due eventi di sensibilizzazione, assieme ad un ampio gruppo interregionale di Paesi e agli organi e alle agenzie delle Nazioni Unite maggiormente impegnati contro le MGF.

"L'Italia da molti anni è in prima linea nell'azione di contrasto alle Mutilazioni Genitali Femminili (MGF) e porta avanti questa lotta anche sul piano interno con una legislazione molto avanzata", ha dichiarato Gentiloni, aggiungendo che "le MGF mettono a rischio la salute delle donne e sono il risultato di condizionamenti sociali e culturali sui quali occorre agire attraverso l'educazione e la sensibilizzazione".

Gentiloni ricorda che "l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato per consenso due risoluzioni storiche sulle Mutilazioni Genitali Femminili, nel 2012 e nel 2014, che definiscono le MGF un abuso irreparabile e irreversibile che viola i diritti umani di donne e ragazze". In entrambi i casi, afferma il titolare della Farnesina, "l'Italia ha avuto un ruolo determinante nell'azione che ha coinvolto le società civili, le Organizzazioni Internazionali e i Paesi maggiormente colpiti". "Siamo molto soddisfatti del fatto che proprio i Paesi dove le MGF sono ancora praticate siano stati i promotori delle due Risoluzioni all'Onu" ha detto Gentiloni, sottolineando che "ora è essenziale proseguire con attività di sensibilizzazione e formazione e con iniziative contro la violenza di genere e le pratiche discriminatorie, per aumentare la consapevolezza nelle popolazioni dell'ingiustizia e pericolosità di tale pratica".

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