Gaza, quattro palestinesi uccisi da spari Israele: sono 38 dal 30 marzo
Nuove vittime nel quarto venerdì consecutivo di mobilitazione massiccia al confine

Sono saliti a quattro i palestinesi uccisi oggi a Gaza dagli spari esplosi dall'esercito israeliano nel nord della Striscia, nel quarto venerdì consecutivo di mobilitazione massiccia al confine. Lo riferiscono le autorità sanitarie di Gaza, aggiungendo che altre 440 persone sono rimaste ferite. Migliaia di persone sono tornate a manifestare oggi alla frontiera fra la Striscia di Gaza e Israele. Le quattro vittime sono state identificate: Ahmad Abu Aqel di 25 anni, Ahmad Rashad al-Athamneh di 24 anni, un ragazzino di 15 anni e un uomo di 29. Salgono così a 38 i palestinesi uccisi dai colpi israeliani dall'inizio del movimento di protesta soprannominato 'Marcia del ritorno', lo scorso 30 marzo.

I palestinesi hanno ideato una nuova tecnica per la protesta: attaccare bombe Molotov agli aquiloni per fare in modo che sorvolino la recinzione della frontiera. Negli scontri nessun israeliano è rimasto ferito. I palestinesi denunciano che gli israeliani sparano contro manifestanti che non costuituiscono alcuna minaccia per i soldati.

La 'Grande marcia del ritorno', ufficialmente organizzata dalla società civile, è sostenuta da Hamas. Obiettivo: chiedere il 'diritto al ritorno' per i rifugiati palestinesi e denunciare il blocco imposto da Israele a Gaza. È stata lanciata in coincidenza con la Giornata della Terra, in cui ogni 30 marzo si ricorda la morte nel 1976 di sei arabi israeliani durante le manifestazioni contro la confisca di terreni da parte di Israele, ed è previsto duri per sei settimane, con picchi di protesta i venerdì. L'iniziativa dovrebbe durare dunque fino alla metà di maggio, quando i palestinesi ricordano la Naqba, l'esodo seguito alla guerra del 1947-1948. Il tutto nell'anno in cui Israele celebra i 70 anni dalla sua nascita.

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