G8 a Camp David: tra temi Siria e Iran

Camp David (Maryland, Usa), 19 mag. (LaPresse/AP) - Si è aperto nella notte a Camp David, in Maryland, il 38esimo summit del G8. Il presidente americano Barack Obama ha accolto i leader delle principali potenze industriali per la due giorni di incontri, tra i cui temi ci saranno la crisi economica, la Siria e l'Iran. Obama ha dato nella notte il benvenuto ai leader delle principali potenze mondiali, salutando ciascuno separatamente e rivolgendosi amichevolmente agli ospiti, che ha chiamato con il loro nome proprio. Tutti i partecipanti si sono presentati con abbigliamento casual, tranne il nuovo presidente francese François Hollande, che indossava blazer e cravatta. Obama ha scherzato: "François, avevamo detto di non mettere la cravatta!". Quando Hollande ha sorriso, rispondendo: "L'ho fatto per la mia stampa", Obama ha ribattuto: "Per la tua stampa, devi avere un bell'aspetto".

Durante un incontro a porte chiuse nella notte italiana, i leader hanno concordato su uno sforzo a due vie nei confronti dell'Iran, in cui affiancare azioni diplomatiche e sanzioni. Lo scopo è evitare che sviluppi un'arma nucleare, accusa che tuttavia Teheran nega sostenendo di avere scopi esclusivamente pacifici. Tutti i leader presenti, incluso il premier russo Dmitry Medvedev, hanno affermato che Teheran abbia il dovere di provare che il suo programma nucleare abbia obiettivi pacifici. Lo ha fatto sapere un funzionario statunitense presente a Camp David, parlando con la condizione dell'anonimato. Il summit del G8 produrrà una dichiarazione sull'Iran, che potrebbe rinforzare gli sforzi diplomatici.

I leader hanno inoltre discusso della Siria, trovando un terreno di dialogo comune nella volontà di concentrarsi sulla transizione politica nel Paese, sconvolto da violenze da oltre un anno. Lo ha fatto sapere un funzionario americano, con la condizione dell'anonimato. Anche Medvedev ha sostenuto gli sforzi necessari per avviare un processo di cambiamento politico in Siria, ma non ha chiesto che il presidente Bashar Assad si dimetta. Il funzionario ha aggiunto che un obiettivo dei colloqui della notte era fare pressione su Medvedev, mostrandogli che la diplomazia internazionale sta cercando modi per agire nei confronti di Damasco senza il sostegno di Mosca. Gli Stati Uniti vogliono evitare di esacerbare le tensioni con la Russia a proposito della Siria, ha dichiarato il funzionario, ma vogliono che Medvedev comprenda la dimensione dello sdegno internazionale che la situazione siriana rappresenta.

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