G7, Merkel: Economia dà segni di ripresa, ma rimango i rischi
Incominciato oggi il summit tra i grandi del mondo in Giappone

 "L'economia mondiale sta mostrando segni di stabile ripresa" ma permangono "dei rischi". Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel, intervenendo al summit del G7 in Giappone che ha preso il via oggi

TUSK: LEADER OFFRANO RISPOSTE A CRISI RIFUGIATI. Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha chiesto ai leader del G7 di offrire una risposta comune alla crisi dei rifugiati, in particolare proponendo di aumentare gli aiuti agli sfollati e mettere in marcia schemi di accoglienza in altri Paesi. "Il G7 deve mostrere la sua leadership in tutte le dimensioni della crisi dei rifugiati, perché se non lo fa, nessun altro lo farà", ha detto Tusk ai media prima dell'inizio ufficiale del summit. "Per motivi geografici - ha aggiunto - la maggiore responsabilità dabvanti alla crisi dei rifugiati ricade sull'Europa". Ma la comunità internazionale deve "offrire solidarietà e mostrare il suo appoggio". In questo senso, Tusk ha sottolineato l'importanza di "incrementare l'assistenza internazionale" per coprire le necessità di base dei profughi in fuga dal conflitto in Siria che cercano rifugio nei Paesi vicini, come Turchia, Libano e Giordania. Tusk ha anche chiesto al G7 di appoggiare la creazione di "schemi di accoglienza dei rifugiati e altre forme di migrazione legale in tutto il mondo", per le quali ha proposto di "condividere le esperienze europee". Il presidente del Consiglio europeo ha poi dichiarato che "chiederà ai leader del G7 di affrontare questa sfida". In realtà il summit in programma oggi e domani non dovrebbe adottare particolari azioni su questo tema, se non una dichiarazione in cui si sottolineerà la gravità della crisi dei rifugiati e la necessità di intraprendere misure in merito.  Intanto, la presidenza di turno del G7, che quest'anno è detenuta dal Giappone, ha approfittato del summit per annunciare che offrirà 6.000 milioni di dollari (5.300 milioni di euro) in aiuti per i Paesi del Medioriente tra 2016 e 2018, a favore di aree come l'educazione, l'impiego, lo sviluppo industriale e la prevenzione dello sviluppo dell'estremismo.
 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata