G20, fra politica ed economia: i rapporti da tenere sott'occhio

Brisbane (Australia), 15 nov. (LaPresse/AP) - Si è aperto oggi il summit del G20 a Brisbane in Australia. Oltre che occasione di confronto per discutere delle strategie di crescita globale, la due giorni servirà anche come teatro di confronti tra singole potenze. Di seguito i principali scambi da tenere in considerazione.

USA-CINA. Il presidente Usa Barack Obama e la sua controparte cinese Xi Jinping hanno annunciato un accordo sul clima nei giorni scorsi a Pechino, in occasione del vertice Apec, per limitare le emissioni. La svolta è arrivata dopo due giorni di colloqui, ma l'accordo, così come altre intese sulla cooperazione militare e il commercio, non ha dissipato l'evidente dissapore di Washington per i legami tra Pechino e Mosca. Al tempo stesso, la Cina appare scettica rispetto ai tentativi degli Usa di muoversi strategicamente ed economicamente sempre più verso l'Asia.

USA-RUSSIA. A margine di precedenti summit, Obama e il presidente russo Vladimir Putin hanno affrontato il tema della crisi ucraina a altre questioni come i legami di Mosca con la Siria e l'Iran. Le relazioni rimangono tese, mentre la tregua tra ribelli filorussi ed esercito di Kiev vacilla nel Donbass e le sanzioni statunitensi ed europee minano l'economia russa. Putin, intanto, ha sottolineato la sua presenza al summit del G20 con la presenza di quattro navi da guerra russe in acque internazionali a nordovest della costa australiana, sollevando critiche anche dal padrone di casa, il primo ministro Tony Abbott.

CINA-GIAPPONE. I rappresentanti di Cina e Giappone hanno tenuto il primo incontro negli ultimi due anni al vertice Apec dei giorni scorsi, ma le parti rimangono distanti sulla disputa territoriale che riguarda le isole del mar Cinese orientale. Nonostante l'apparente freddezza dell'accoglienza di Xi Jinping al premier nipponico Shinzo Abe, l'incontro di Pechino ha aperto la strada a nuovi colloqui su vari argomenti e all'ulteriore espansione dei legami commerciali tra le principali economie dell'Asia.

UE -RESTO DEL G20. La ripresa economica in stallo dei 18 Paesi della zona euro porterà probabilmente gli altri membri del G20 a incoraggiare stimoli aggiuntivi per aiutare a far ritornare in carreggiata l'economia Ue. Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha detto che la banca potrebbe cominciare ad acquistare titoli di Stato per pompare denaro nell'economia e spingere l'inflazione. La recente decisione del Giappone di estendere gli stimoli e quindi di abbassare il valore dello yen potrebbe aiutare ad alleggerire l'opposizione a questa politica di stimoli da parte della Germania, le cui esportazioni sono in competizione con quelle del Giappone.

AUSTRALIA-INDONESIA. Le tensioni fra l'Australia, che ospita il G20, e la vicina Indonesia, che è il Paese musulmano più grande al mondo, negli ultimi anni si riaccendono periodicamente. Il premier australiano Tony Abbott, però, ha accolto con favore la recente elezione del presidente indonesiano Joko Widodo detto 'Jokowi'. L'Indonesia è emersa come uno dei Paesi leader della regione del sudest asiatico, aiutando a mediare dispute e sposando una forma moderata di islam, ma Jokowi deve fare i coti con una crescita lenta, una corruzione endemica e infrastrutture in cattive condizioni.

BRICS - RESTO DEL G20. La crescita che rallenta in Cina, Brasile e Russia ha rovinato le speranze che una forte crescita dei Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) e di altri Paesi emergenti potesse compensare la debolezza degli Stati sviluppati e industrializzati. I prezzi più bassi per petrolio e altre risorse stanno fiaccando la vitalità di molti Paesi la cui crescita è fortemente dipendente dalle esportazioni di beni. Il G20 sta lavorando per migliorare la situazione dei prezzi, fornire sistemi di informazione e incoraggiare gli investimenti nelle infrastrutture, oltre a puntare sulle politiche per favorire uno sviluppo stabile e inclusivo per ottenere crescita e posti di lavoro.

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