Fukushima, 300 tonnellate di acqua radioattiva fuoriuscite da cisterna

Tokyo (Giappone), 20 ago. (LaPresse/AP) - Circa 300 tonnellate di acqua altamente radioattiva sono fuoriuscite da una delle centinaia di cisterne della centrale nucleare di Fukushima, in Giappone, gravemente danneggiata dal terremoto e dal conseguente tsunami dell'11 marzo 2011. Lo riferisce la Tepco, gestore dell'impianto, che non fornisce dettagli su come e dove sia capitata la perdita, anche se sospetta che sia avvenuta attraverso una valvola collegata a un canale di scolo della cisterna.

Il portavoce di Tepco, Masayuki Ono, spiega che l'acqua fuoriuscita in gran parte si è infiltrata nel terreno dopo aver superato le pile di sacchi di sabbia aggiunte a una barriera di cemento attorno alla cisterna. I lavoratori stanno ora pompando l'acqua rimasta in superficie nuovamente nella cisterna e la trasferiranno in altri container. Il livello di radiazione dell'acqua, alta 50 centimetri sopra la pozza che si è formata, è di 100 millisievert all'ora, cinque volte l'esposizione annuale limite per i dipendenti dell'impianto, aggiunge ancora Ono. In seguito alla tragedia del 2011, centinaia di cisterne sono state costruite attorno alla struttura per immagazzinare le grandi quantità di acqua contaminata dei tre reattori dove si sono avute fusioni nucleari, così come l'acqua sotterranea.

Altri quattro serbatoi dello stesso tipo avevano subito perdite simili lo scorso anno. Ma quest'ultima è la peggiore da una sola cisterna in termini di volume. Ora Tepco, spiega Ono, ha intenzione di costruire cisterne con cuciture a tenuta stagna, più resistenti rispetto a quelle attuali. La grande quantità di acqua radioattiva a Fukushima è una delle questioni più importanti da affrontare relative all'impianto nucleare. La bonifica della centrale potrebbe durare decenni. Ci sono state anche altre perdite di acqua che si è poi riversata in mare. I dipendenti della struttura stanno provando a ridurre il fenomeno utilizzando misure come la costruzione di muri sotterranei con agenti chimici, ma per adesso ci sono stati pochi miglioramenti.

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