Frasi choc Abu Mazen: "L'Olocausto fu colpa dell'usura degli ebrei"
Parole che hanno provocato le reazioni indignate di Israele e degli Stati Uniti

Il presidente palestinese Mahmoud Abbas si è attirato critiche di Israele, Stati Uniti e Unione europea per frasi tacciate di antisemitismo. Lunedì sera, durante un intervento a un incontro del Consiglio nazionale palestinese, Abbas ha affermato che la persecuzione degli ebrei nel corso dei secoli e la Shoah siano state legate "non alla loro religione, ma alla loro funzione sociale legata alle banche".

I suoi commenti hanno fatto infuriare in primis Israele, che già in passato ha accusato di antisemitismo il presidente dell'Autorità nazionale palestinese. "A quanto pare il negazionista dell'Olocausto è ancora un negazionista dell'Olocausto. Invito la comunità internazionale a condannare il grave antisemitismo di Mahmoud Abbas, è tempo che sparisca", ha scritto su Twitter il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Il suo portavoce, Ofir Gendelman, ha aggiunto che "dare la colpa agli ebrei per l'Olocausto" è una posizione "patetica". Il ministero degli Esteri ha criticato il leader palestinese dicendo che in questo modo alimenta l'odio religioso e nazionalista contro gli ebrei e Israele. A Ramallah, nella Cisgiordania occupata, l'82enne Abbas aveva detto: "Dall'undicesimo secolo fino all'Olocausto in Germania, gli ebrei in Europa dell'est o dell'ovest sono stati colpiti da un massacro ogni 10 o 15 anni. Ma perché? Loro dicono: 'Perché siamo ebrei'". Ha anche citato "tre libri" scritti da ebrei, come prova del fatto che "l'ostilità" non sia "legata alla religione, ma alla funzione sociale", "legata alle banche e ai prestiti con interessi". Ha poi contestato il legame rivendicato dagli ebrei con "la terra d'Israele", descrivendo la creazione dello Stato ebraico 70 anni fa come un progetto "coloniale" incoraggiato dagli europei. "L'antisemitismo di Abu Mazen non ha nulla da invidiare a quello di Goebbels", ministro della propaganda di Adolf Hitler, ha scritto su Facebook Guilad Erdan, ministro israeliano della Sicurezza interna, usando il soprannome di Abbas.

Anche gli Stati Uniti hanno criticato il leader palestinese. Jason Greenblatt, inviato del presidente americano Donald Trump, ha parlato di "frasi molto allarmanti" e aggiunto che "la pace non può essere costruita su queste fondamenta". Il processo di pace tra le parti è in stallo ormai dal 2014, mentre di recente ha subito un nuovo duro colpo con l'annuncio di Washington sullo spostamento dell'ambasciata americana in Israele a Gerusalemme, riconosciuta come capitale dello Stato ebraico. A seguito di ciò, Abbas ha annunciato lo stop delle relazioni con i funzionari americani. David Friedman, ambasciatore americano in Israele, ha aggiunto che Abbas ha raggiungo un "nuovo minimo".

L'Unione europea, tramite il Servizio europeo per l'azione esterna, ha parlato di "frasi inaccettabili" del presidente dell'Anp e aggiunto che "questa retorica fa solo gioco a quanti non vogliono una soluzione a due Stati". Inoltre, ha aggiunto: "L'antisemitismo non è solo una minaccia per gli ebrei, ma una minaccia fondamentale alle nostre società aperte e libere. L'Ue resta impegnata a combattere ogni forma di antisemitismo e ogni tentativo di legittimare, giustificare o banalizzare l'Olocausto".

 

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