Francia, uccide madre e sorella: Isis rivendica, ma forse è lite familiare
L'attacco a Trappes nella banlieue di Parigi. L'aggressore, ha riferito il ministro Collomb, "aveva problemi psichiatrici importanti"

Attacco con un coltello a Trappes, vicino Parigi. L'assalitore ha ucciso madre e sorella, ferendo gravemente una terza persona non legata alla sua famiglia, prima di essere a sua volta ucciso dalla polizia. Il tutto, secondo diversi testimoni, al grido di "Allah akbar". Il movente però non è chiaro. L'aggressore era schedato dall'anti-terrorismo per radicalizzazione e l'Isis rivendica, all'indomani del nuovo messaggio audio del suo leader Abu-Bakr al-Baghdadi che invitava alla jihad, ma gli inquirenti seguono la pista della disputa familiare. L'aggressore "aveva problemi psichiatrici importanti", ha detto il ministro dell'Interno francese Gerard Collomb, recatosi a Trappes insieme al procuratore di Parigi François Molins. "Abbiamo a che fare con uno squilibrato più che impegnato", ha aggiunto.

Tutto è cominciato intorno alle 9.30, quando la polizia ha ricevuto una chiamata che segnalava una lite in strada. Giunti sul posto, gli agenti si sono trovati davanti due persone a terra. "L'autore del crimine era rientrato nella villa di proprietà della madre, dove l'aveva uccisa", ha spiegato il ministro, aggiungendo che quando il killer è uscito, visto che continuava ad avanzare armato, i poliziotti hanno sparato uccidendolo.

Kamel Salhi, questo il nome dell'assalitore, era nato nel 1982. Nel 2016 era stato condannato per apologia di terrorismo. È emerso che era schedato sia nell'archivio S sia nel FSPRT, entrambi archivi dell'anti-terrorismo. Il primo, creato negli anni '60, serviva in origine a sorvegliare gli spostamenti di spie e diplomatici dei Paesi dell'est, mentre oggi è riservato a chi costituisce una potenziale minaccia alla sicurezza nazionale, a islamisti radicali, militanti di estrema sinistra e ultradestra e hooligan. Il secondo, invece, cioè quello citato dal ministro Collomb, è stato creato a marzo del 2015, raccoglie le persone individuate come radicali religiosi in gradi di attentare alla sicurezza dello Stato e mira alla prevenzione della radicalizzazione di carattere terroristico.

Oltre a questi aspetti legati al terrorismo, però, è emerso anche che era "squilibrato". Secondo quanto hanno riferito alcuni testimoni, il killer era separato dalla moglie e non vedeva i figli da tempo; aveva lavorato come conducente di autobus e viveva con la madre. "Prendevo spesso il caffè con lui ma non lo vedevo da un mese", ha raccontato un vicino, 59 anni, che si è identificato come Pascal. "Parlano di terrorismo ma non era un terrorista, era uno che aveva perso la bussola", ha aggiunto. Secondo Bfmtv, il killer aveva problemi seri con alcol e droga.

L'Isis ha rivendicato tramite la sua agenzia di stampa di propaganda Amaq: "L'autore dell'attacco nella città di Trappes è uno dei combattenti dello Stato islamico e ha compiuto questo attacco in risposta agli appelli a prendere di mira dei cittadini di questo Paese della coalizione" internazionale anti Isis, ha fatto sapere. Tuttavia gli esperti sono scettici su questa rivendicazione e al momento delle indagini non si occupa la procura anti-terrorismo. La credibilità delle rivendicazioni dell'Isis viene sempre più contestata dagli esperti, visto che l'organizzazione terroristica prova a compensare il suo arretramento sul terreno in Siria e Iraq.

La Francia resta in alta allerta dopo un'ondata di attacchi jihadisti che dal 2015 ha provocato 246 morti. Da gennaio del 2015 nel Paese sono stati sventati 51 attentati. Cittadina di 30mila abitanti situata circa 30 chilometri a sudovest di Parigi, Trappes fa parte della banlieue della capitale. A due passi dalla ricca zona di Versailles che ospita la famosa reggia, è nota per i suoi problemi legati a povertà, criminalità e interpretazioni rigide dell'islam. Fonti dell'antiterrorismo riferiscono che da Trappes circa 50 persone sono partite per andare a combattere con l'Isis in Siria e Iraq. I residenti adesso temono che questo attacco rafforzi un'immagine negativa della città, che ha dato i natali anche a star come gli attori Omar Sy e Jamel Debbouze.
 

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