Francia, lacrimogeni e idranti sugli Champs-Elysees: scontri alla protesta dei gilet gialli

La mobilitazione contro l'aumento delle tasse sui carburanti va avanti da giorni. Disordini nel cuore di Parigi. I manifestanti: "Macron dimettiti". Quarantaadue fermati e otto feriti

Gli Champs-Elysées a Parigi sono stati invasi dai lacrimogeni e dal fumo delle barricate incendiate, nelle manifestazioni dei gilet gialli che sono sfociate in violenza. È stata una giornata carica di tensione e contraddistinta da scontri quella scelta per il "secondo atto" delle mobilitazione dai manifestanti che si oppongono all'aumento dei costi del carburante e più in generale del 'carovita'.

A Parigi il dispositivo di sicurezza era massiccio, mentre la protesta non era stata autorizzata che al Champ-de-Mars, ai piedi della Tour Eiffel, dove erano stati previsti barriere e cordoni di sicurezza. A metà mattina però alcuni gruppi, riconoscibili dai gilet giallo fluo, si sono rapidamente spostati verso gli Champs-Elysées, nonostante i cordoni di polizia antisommossa e i gendarmi che vietavano il passaggio a una vasta zona attorno al vicino palazzo presidenziale. A fine giornata il presidente Emmanuel Macron ha tuonato su Twitter: "Grazie alle nostre forze dell'ordine per il loro coraggio e la loro professionalità. Vergogna a quelli che li hanno aggrediti. Vergogna a quelli che hanno usato violenza".

I dimostranti scandivano slogan come "Macron dimissioni" e "Macron ridacci la grana". Un cordone di polizia è stato sfondato in fretta dalla folla che voleva raggiungere place de la Concorde, già in zona vietata. Poi la situazione è degenerata: giovani con i volti coperti hanno cercato lo scontro, lanciando fumogeni e oggetti di ogni tipo contro gli agenti, dalle bottiglie ai sampietrini. La polizia ha risposto con lacrimogeni e cannoni ad acqua e i disordini sono proseguiti per ore, arrivando anche sotto l'Arco di Trionfo. Delle barricate, tirate su in mezzo alle strade dai Gilet gialli, sono state incendiate e i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnerle.

Altri cortei a Parigi sono stati pacifici, così come nel resto del Paese. Secondo i dati ufficiali i Gilet gialli erano 161.300 alle 17, di cui 8mila a Parigi. Meno numerosi dei 282.710 contati alla stessa ora di sabato scorso. I feriti sono stati otto, mentre allora erano stati 106, e i fermi 130 di cui 42 a Parigi.

Sui Gilet gialli è scoppiata anche la polemica politica: all'origine una frase del ministro dell'Interno, Christophe Castaner, che ha accusato la leader dell'estrema destra, Marine Le Pen, di aver invocato le violenze. Castaner ha parlato della "mobilitazione dell'ultradestra" tra i manifestanti nel centro di Parigi, dove le forze dell'ordine hanno dovuto "respingere i sobillatori" che "hanno risposto all'appello di Marine Le Pen e vogliono mettersi contro le istituzioni". La leader del Rassemblement National gli ha risposto subito: "Avevo chiesto al governo perché non desse ai Gilet gialli l'autorizzazione a manifestare sugli Champs-Elysées. Oggi Castaner usa questa domanda per colpirmi. È patetico e disonesto".

Tra i commenti dell'opposizione, critica verso il governo, anche quello di Jean-Luc Mélenchon, leader del movimento di sinistra France insoumise: il ministro dell'Interno, ha dichiarato, "vorrebbe che la protesta dei Gilet gialli fosse dell'estrema destra e poco numerosa. La verità è che è la manifestazione massiccia del popolo. E questo è la fine per Castaner".

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